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Pet therapy: riconoscimento ufficiale della Regione Liguria

La giunta regionale ha approvato un provvedimento, che riconosce e integra la pet therapy nella cura di alcuni tipi di patologie. Saranno medici di famiglia o specialisti a indicare alle associazioni i vari casi

Saranno le associazioni che svolgono attività di pet therapy iscritte all'albo regionale a fare interventi di terapia assistita, educativi e ludici, su richiesta del medico di famiglia o di uno specialista, scegliendo l'animale più adatto al tipo di paziente. Lo prevedono le "linee guida per interventi assistiti con animali (IAA): recepimento accordo con Governo e disposizioni attuative" approvate nella seduta di Giunta di oggi.

«Il provvedimento – spiega l'assessore regionale alla Salute e alle Politiche sociosanitarie Sonia Viale – recepisce le linee guida nazionali in materia di pet therapy, ovvero l'affiancamento alle cure tradizionali di un supporto psicologico e affettivo di alcuni animali».

La pet therapy - come si legge nelle linee guida nazionali - si è dimostrata molto utile su malati, bambini, anziani, persone con disabilità, in disagio o marginalità sociale, ma gli interventi “devono essere improntati su rigorosi criteri scientifici e necessitano di una regolamentazione specifica volta a tutelate sia il paziente/utente che gli animali".

Nessun costo aggiuntivo per il sistema sanitario regionale. La delibera apre la strada alla prescrizione medica di tre tipologie di intervento: la terapia assistita con animali per determinate patologie (demenza senile, Alzheimer, insufficienza cardiocircolatoria, afasia, neoplasie), terapie di tipo educativo (assistenza psicologica, inserimento educativo, sviluppo del bambino) e interventi di tipo ludico-ricreativo (miglioramento qualità della vita).

«In altre regioni – ricorda Viale - esistono in alcune Asl già delle unità operative di pet therapy e i risultati sul ricorso al supporto di queste terapie sono positivi nell'ottica del benessere del paziente e in generale dell'assistito. Pensiamo a quali margini di sviluppo potrebbe avere la pet therapy in una regione come la nostra, in cui abbiamo circa 25mila casi di demenza senile e Alzheimer conclamati, con tassi di disturbi mentali senili superiori alla media nazionale. Aver recepito le linee guida nazionali è il primo passo concreto per regolamentare l'accesso a una terapia che, a oggi, in Liguria manca ancora di un albo dedicato alle associazioni che la svolgono e che devono avere criteri normativi ben precisi con la presenza nel proprio organico di medici, veterinari, psicoterapeuti oltre che di animali con requisiti ben precisi».

I benefici degli animali domestici su persone affette da patologie sono noti dagli anni sessanta, quando lo psichiatra statunitense Boris Levinson pubblicò le sue teorie sull'efficacia terapeutica degli animali sul recupero di persone con gravi disagi psichici. È stato Levinson a coniare la locuzione “pet therapy”. In Italia si è incominciato a parlarne solo nella seconda metà degli anni '80, ma il riconoscimento ufficiale all'interno del Servizio Sanitario Nazionale è arrivato nel 2003, con un decreto del Consiglio dei Ministri.

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