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Indagati per eccesso di legittima difesa, l'avvocato lo paga la Regione

Approvato in consiglio regionale il ddl 30, che prevede l'introduzione del patrocinio legale gratuito per la difesa dei cittadini, che siano indagati per aver commesso un delitto per eccesso di legittima difesa

Polemiche in Regione dopo l'approvazione del Ddl 30 modifiche alla legge regionale 5 marzo 2012 n.7, che prevede l'introduzione del patrocinio legale gratuito, a spese della Regione Liguria con apposito fondo da 20mila euro, per la difesa dei cittadini che, vittime di un delitto contro il patrimonio o contro la persona, siano indagati nell'ambito di procedimenti penali per aver commesso un delitto per eccesso colposo di legittima difesa.

Nella definizione dei criteri e delle modalità per l'applicazione delle disposizioni, il Ddl dà priorità ai cittadini over 65, che in Liguria sono circa un terzo della popolazione residente. Secondo i dati Istat, raccolti dall'Ufficio studi di Confartigianato, la Liguria è al terzo posto in Italia per record negativo di over 66 vittime di truffe, furti e rapine: 613 ogni 100mila abitanti.

Duro il commento di Alice Salvatore e Fabio Tosi, portavoce Movimento 5 Stelle Liguria. «Con l'approvazione del Ddl 30 passa un decreto assurdo, incostituzionale e pericolosissimo. Un mero spot elettorale della Lega che, di fatto, incentiva i cittadini ad armarsi e a difendersi da soli, trasformando a tutti gli effetti la Liguria in un Far West. Siamo di fronte a una legge prima di tutto inutile, essendo già previsto nel nostro ordinamento il diritto alla legittima difesa. Ma, soprattutto, incostituzionale, poiché viola in modo palese l'articolo 3 della Costituzione, che sancisce l'uguaglianza dei cittadini di fronte alla legge».

«Non è così che si tutelano i cittadini - proseguono i grillini -. Se si vuole davvero fare qualcosa per i liguri, Toti e Viale si concentrino sulla lotta alle ecomafie, vigilino sugli appalti, tutelino gli anziani, prime e vere vittime della criminalità comune. La maggioranza, invece, ha scelto, al suo solito, di chiudersi a riccio, ostacolando in tutti i modi le legittime proteste delle opposizioni e tutte le osservazioni delle personalità di peso che sono intervenute in audizione: giuristi prestigiosi, membri dell'Ordine degli Avvocati di Genova, della Camera Penale Regionale Ligure e dell'associazione Libera, che hanno sottolineato per tempo l'incompatibilità con la giurisprudenza italiana e l'incostituzionalità del Ddl 30».

«La Giunta Toti  - concludono Salvatore e Tosi - ha respinto tutti gli emendamenti del Movimento 5 Stelle che miravano a correggere il testo affinché fosse davvero a tutela dei cittadini, degli over 65 e delle fasce deboli. Il tutto con la promessa di recepire le proposte di modifiche nella delibera di Giunta. Tradotto: non ci sarà nessuna discussione in Aula, vengono zittite le minoranze e, di conseguenza, la cittadinanza. Ecco il vero volto autoritario e antidemocratico della Giunta, con cui Toti e Viale mettono il bavaglio alle opposizioni, dimostrando di ignorare totalmente le vere esigenze dei cittadini liguri e dei loro legittimi diritti alla sicurezza personale. D'altronde, non era questo il vero scopo di un partito, la Lega, abituato a cavalcare a fini propagandistici fatti di cronaca nera che meriterebbero una risposta politica e democratica. E non slogan elettorali».

Dello stesso tenore il commento del gruppo Pd in Regione. «La maggioranza oggi ha approvato una legge che, invece di discutere del sostegno alle vittime della criminalità, utilizza i soldi dei liguri per pagare le spese legali di chi viene accusato di eccesso di legittima difesa. Una norma propagandistica che distoglie risorse che sarebbero destinate alla prevenzione dei reati e per il sostegno economico e alle vittime, per accontentare la campagna elettorale della Lega Nord, rappresentata dalle dichiarazioni della consigliera Pucciarelli, secondo cui "chi entra in casa mia, deve sapere che può uscirne steso". Il Partito Democratico, come il resto della minoranza, ha avanzato proposte per modificare, almeno in parte, questa norma, ma i nostri emendamenti sono stati tutti bocciati dal centrodestra, compreso quello che chiedeva di estendere le misure della legge anche alle vittime di violenza rimaste in vita, oltre che ai parenti di chi rimane ucciso. In poche parole un pasticcio, che presenta anche alcuni tratti di incostituzionalità. Per la Lega Nord vale più la propaganda politica che la risoluzione dei problemi dei cittadini».

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