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Partecipate, Doria: «Su mobilità lavoratori c'era accordo con sindacati»

Il sindaco ha rimarcato che la delibera riguarda tre punti, i primi due dei quali purtroppo non hanno avuto grande evidenza ma sono molto importanti per le società partecipate

Il sindaco Marco Doria, al termine dei lavori del Consiglio comunale dell'altro ieri, ha incontrato i giornalisti presenti in tribuna stampa per commentare l'approvazione della delibera di indirizzo sul personale delle partecipate e informare circa l'incontro avvenuto in mattinata con il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti.

A proposito della delibera il sindaco ha ripreso quanto già esposto in aula all'inizio della discussione.

Doria ha rimarcato che la delibera riguarda tre punti, i primi due dei quali purtroppo non hanno avuto grande evidenza ma sono molto importanti per le società partecipate.

Il primo riguarda la mobilità dei lavoratori da azienda a azienda e recepisce un accordo sottoscritto con le organizzazioni sindacali confederali.

Il secondo fissa un tetto alle retribuzioni dei dirigenti delle aziende del sistema Comune inserendo norme che prima mancavano e stabilendo che le retribuzioni non possono mai superare quella del direttore generale dell'Ente civico, devono essere parametrate al numero di addetti e al giro d'affari delle aziende nonché alle retribuzioni dei dirigenti comunali.

Sul terzo punto della delibera - indirizzi per le dinamiche retributive - il sindaco ha ribadito che non è assolutamente introdotto un taglio delle retribuzioni ma nella delibera si afferma semplicemente un principio naturale in ogni azienda secondo cui gli aumenti retributivi sono riconosciuti solo quando i margini economici lo consentono.

«Che le aziende partecipate abbiano i conti in equilibro è un principio di corretta gestione aziendale ed è presupposto perché queste aziende rimangano in piedi.

«È un atto di giustizia nei confronti della comunità genovese non far lievitare i costi delle partecipate con conseguenze sulla fiscalità che, quest'anno, l'Amministrazione civica non ha aumentato».

Il sindaco ha ribadito il «grande rammarico per la scelta di svolgere il dibattito con le tribune vuote» ma ha indicato la necessità di questa scelta “dolorosa” tenendo conto di quanto accaduto nelle due precedenti sedute del consiglio comunale.

«La possibilità di parlare nell'aula del consiglio senza essere interrotti è un diritto di tutti i consiglieri – ha sottolineato il sindaco – indipendentemente dal giudizio che si esprime».

Già nel suo intervento in Consiglio il sindaco aveva affermato: «Si è parlato in maniera indegna di mancanza di democrazia; in questa città e in questo Paese c'è chi si è battuto in passato perché tutti potessero svolgere i propri interventi in aule come questa e potessero esprimersi regolarmente in votazioni su delibere opinabili quanto si vuole ma che non toccano diritti inalienabili della persona per cui varrebbe la pena della disobbedienze civile».

Rispondendo ai giornalisti sull'esito della votazione con cui la delibera è stata approvata e in particolare sui voti a sostegno del consigliere Anzalone e del gruppo Udc, il sindaco ha fatto presente che Anzalone fa parte della maggioranza mentre l'Udc ha espresso condivisione sul merito della delibera.

Circa le prospettive della maggioranza il sindaco ha ribadito i seguenti concetti: gli obiettivi immediati erano e restano l'approvazione di questa delibera, l'approvazione del bilancio e della successiva variazione migliorativa, la conclusione dell'iter del Puc.

Ma l'amministrazione non termina nel 2015 e ha quindi di fronte a sé molti altri obiettivi alcuni dei quali comportano scelte in questo ciclo amministrativo e per loro natura si dovranno sviluppare anche successivamente.

A titolo di esempio, Doria ha citato l'apertura di spazi in tempi brevi nell'ex caserma Gavoglio e gli atti successivi di acquisizione e valorizzazione che dovranno seguire; il progetto Blue print e le opere di messa in sicurezza del territorio, a cominciare dal Bisagno.

Il sindaco ha osservato che è fuori dalla sua logica il fatto che l'opposizione non garantisca il funzionamento del consiglio facendo mancare il numero legale. In un'assemblea elettiva sono fisiologiche alcune assenze giustificate.

Il rispetto del sindaco nei confronti del Consiglio comunale è testimoniato dalla sua costante presenza ai lavori dell'aula.

Riassumendo i temi affrontati con il nuovo presidente della Regione, il sindaco ha poi riferito che, in questa occasione, al colloquio hanno partecipato anche Piero Araldo, direttore generale di Città metropolitana e il capo di gabinetto del sindaco, Marco Speciale, mentre il presidente Toti era accompagnato dall'avvocato Pietro Paolo Giampellegrini.

Rilevante parte del colloquio ha riguardato il trasferimento del personale a tempo indeterminato e determinato dalla Città metropolitana alla Regione, in particolare l'urgenza di una soluzione per i precari.

Sono stati, poi, affrontati altri temi che investono i tre Enti: il progetto Blue print e le prospettive di Fiera di Genova (condividendo l'esigenza di forme di integrazione con la società Porto Antico come rete d'imprese e quale premessa per possibili ulteriori forme di integrazione future).

Nell'incontro si è parlato anche della rilevanza regionale della Fondazione Carlo Felice, ciò che può comportare, da un lato, una maggiore presenza del teatro sul territorio ligure e dall'altro un incremento del contributo regionale.

Nel confronto tra Istituzioni non poteva mancare il tema del trasporto pubblico locale riferito, in particolare, alla necessità di dare corpo all'Agenzia regionale per il Tpl.

Sindaco e presidente si sono trovati concordi sull'opportunità, quando sarà insediata la Giunta regionale, di avviare confronti settoriali sui temi che coinvolgono entrambi gli Enti.

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