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Autoparco Multedo, 5 Stelle all'attacco: "Ennesima servitù, affosserà la riqualificazione"

Il capogruppo comunale Luca Pirondini e il consigliere del Municipio VII Ponente Massimo Currò: "La risposta dell’assessore competente non ci soddisfa e soprattutto non getta luce sulle reali intenzioni dell’amministrazione riguardo l’area Fondega”.

Le risposte in consiglio comunale dell'assessore Francesca Corso su delega dell'assessore Francesco Maresca sul tema dell'autoparco per i tir a Multedo non hanno fatto cambiare idea al Movimento 5 Stelle. Pentastellati ancora all'attacco del progetto: "Affosserà la riqualificazione, ennesima servitù per il quartiere".

Autoparco a Multedo, assessore Corso: "È un'ipotesi"

Il tema era stato affrontato in Sala Rossa (a questo link l'articolo) dopo le interrogazioni presentate da Rita Bruzzone (Pd) e Luca Pirondini (M5s) martedì 26 luglio 2022. "Sull’area Fondega a Multedo la risposta dell’assessore competente, attentamente vagliata in questi giorni, non ci soddisfa e soprattutto non getta luce sulle reali intenzioni dell’amministrazione riguardo l’area”. Lo dichiarano il capogruppo comunale Luca Pirondini e il consigliere del Municipio VII Ponente Massimo Currò, che poi aggiunge: "Anzi, una certezza l’abbiamo: la risposta dell'assessore riguardo un possibile autopark per i Tir del porto nell'area di Fondega getta l'ulteriore ombra dell'ennesima servitù per il quartiere di Multedo. Fa strano che mentre l’assessore parla solo di 'una delle possibilità', Autostrade per l'Italia, invece, nella sua relazione parla solo ed esclusivamente del sito di Fondega sud per un futuro autoparco dei Tir. Progetto che, sempre a detta di autostrade, dovrebbe passare il vaglio della Vas a settembre per poi continuare il suo iter alla conferenza dei servizi nei primi mesi del 2023".

"L'assessore competente - continua Pirondini - dice che l'autoparco è necessario al porto e alla sua produttività. Ricordiamo però a chi amministra Genova che non è compito del sindaco e della giunta comunale risolvere i problemi logistici del porto. Se non se ne fossero accorti, sarebbero stati votati ed eletti per amministrare la città di Genova e non il porto di Genova. Ad amministrare il porto ci pensano l'Autorità di sistema del mare occidentale e il presidente Signorini, che già si occupa esclusivamente degli interessi del porto spesso anche a scapito della città. Il sindaco dovrebbe invece occuparsi di risolvere i problemi di convivenza tra città e porto, trovare una giusta mediazione e tutelare Genova e i suoi concittadini che da anni subiscono solo servitù e disagi".

"È del tutto inopportuno che il sindaco e la sua giunta preferiscano occuparsi dei problemi logistici del porto piuttosto che risolvere i problemi che da decenni  affliggono la città in conseguenza a questa difficile e a tratti impossibile convivenza. Troviamo inoltre inopportuno, oltre che inqualificabile, sottrarre aree destinate a una riqualificazione urbanistica: anziché essere restituite alla cittadinanza, vengono così destinate per soddisfare i fini economici del porto e dei terminalisti".

"A questo punto, aspettiamo il sindaco e la sua giunta in Aula per la variante al Puc. Vedremo allora chi realmente si occupa della città e delle sue problematiche e chi degli interessi di armatori e terminalisti", concludono Pirondini e Currò.

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