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Cassoni della diga a Pra', la mozione approda in consiglio comunale

"Temiamo - dicono i consiglieri firmatari - che la costruzione dei cassoni della diga a ponente possa essere utilizzata come 'cavallo di Troia' per superare i confini che erano stati concordati per il porto, per questo c'è molta preoccupazione sul territorio"

No alla fabbrica di cassoni a Pra', ma soprattutto no all'espansione del porto: è questo il senso della mozione presentata dal centrosinistra che verrà discussa oggi in consiglio comunale a proposito della realizzazione della nuova diga di Genova. Un documento travagliato poiché, mentre consiglieri comunali e territorio si aspettavano la sua discussione già la settimana scorsa, alla fine non era stato inserito all'ordine del giorno suscitando diverse proteste. È stato invece calendarizzato per questo pomeriggio, quarto punto all'ordine del giorno.

La mozione, presentata da Filippo Bruzzone e Francesca Ghio (entrambi lista Rossoverde) e Rita Bruzzone (Pd), ha l'obiettivo di chiedere informazioni sulla fabbrica di cassoni che verrà costruita sul sesto modulo del porto di Pra', operazione a cui molti cittadini e associazioni sono contrari, come hanno dimostrato petizioni, assemblee e manifestazioni a Voltri e Pegli. Ma poi anche di scongiurare un'eventuale ulteriore espansione del porto: "Temiamo - è il commento di Rita Bruzzone - che la costruzione dei cassoni della diga a ponente possa essere utilizzata come 'cavallo di Troia' per superare i confini che erano stati concordati per il porto, sensazione che abbiamo da tanti anni, per questo c'è molta preoccupazione sul territorio".

Su 97 cassoni, il progetto prevede che parte vengano realizzati nel ponente - in due anni di lavori - mentre gli altri, come era stato detto nel consiglio municipale con la partecipazione di sindaco e presidente di Autorità Portuale, a Vado e Piombino. Proprio ieri, a Palazzo San Giorgio, si è svolto un incontro sulla collocazione degli impianti di realizzazione dei cassoni in presenza del viceministro Edoardo Rixi, del sindaco Marco Bucci e del presidente del Municipio Ponente Guido Barbazza: è in corso la verifica sull'idoneità tecnica e ambientale dei tre siti, con l'obiettivo di dare la priorità a quelli che impattano meno sul contesto urbano circostante, ovvero Vado e Piombino, anche se non è ancora chiaro in che misura. "Abbiamo però scoperto - continua la consigliera comunale Bruzzone - che l'autorizzazione ambientale a oggi è stata richiesta solo per Pra', dunque di cosa abbiamo parlato finora? È vero, come ci hanno detto da tempo, che sono davvero coinvolte anche Vado e Piombino, oppure no? Non mancherà modo di discuterne in consiglio comunale".

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