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Migranti, altri 200 in Liguria ma Toti frena: «Appena sarò in carica dirò basta»

Come previsto, nella notte sono arrivati altri profughi provenienti da Taranto e Crotone. La polemica si infiamma, con alcuni sindaci decisi ad accoglierli, ma il nuovo governatore spara a zero: «Politica scellerata del Pd»

Il tema migranti continua a tenere banco in Liguria, complice la netta presa di posizione del nuovo governatore Giovanni Toti e l’arrivo nella notte di altri 200 profughi, giunti nella nostra regione da Crotone e da Taranto, 100 dei quali saranno ospitati nel capoluogo mentre gli altri saranno smistati tra La Spezia, Savona e Imperia.

Soltanto ieri, nel giorno in cui i primi 150 migranti erano arrivati a Genova in pullman, Toti aveva ribadito l’intenzione di seguire la linea della Lombardia e del suo governatore, Roberto Maroni, sottolineando che «la linea della Regione Liguria dev’essere quella di non accogliere nuovi clandestini»: un punto di vista più volte espresso durante la campagna elettorale condotta fianco a fianco con la Lega Nord e confermato a poche ore dalla sua vittoria contro il Pd e Raffaella Paita, quando aveva spiegato che «questa è una piccola regione, e si sta per aprire una stagione molto importante dal punto di vista dell’economia e del turismo. Non è più possibile accogliere nuovi migranti».

Da qui la decisione di scrivere una lettere al prefetto di Genova, e agli altri perfetti liguri, per chiarire la linea della Regione su un tema che oggi torna prepotentemente protagonista con l’arrivo di altri 200 profughi: «So che non ho il potere legislativo per impedirlo» aveva chiarito ieri Toti a margine di un incontro  a Palazzo Tursi con il sindaco Marco Doria, dove proprio sulla questione accoglienza sarebbero volate scintille, allineandosi poi con le affermazione fatte via Twitter dal leghista Roberto Maroni: «Quello che possiamo fare come regione è adottare politiche di incentivi e disincentivi verso i Comuni che non seguono la linea della Regione. Ho parlato con il sindaco Doria, so che non condivide questa impostazione ma anche lui si rende conto dei problemi della convivenza a Genova».

A Genova intanto ci si mobilita per trovare una sistemazione ai 350 migranti giunti nel capoluogo nelle ultime 24 ore, circa 200 dei quali rimarranno in città: i primi, provenienti da Sudan, Libia, Etiopia e Siria, sono stati accolti nel centro di emergenza allestito alla Fiera di Genova, dove sono stati visitati nel centro medico e identificati dalle forze dell’ordine, e poi smistati tra il Don Orione, la comunità Cesto, la struttura Agorà di Quarto e l’Oasi di Belpiano, a Borzonasca.

Ancora non è stato reso noto dove verranno invece sistemati i cento arrivati nella notte, ma dal nuovo governatore della Liguria, ieri sera ospite a ‘Porta a Porta’ su Rai 1 proprio per parlare del tema immigrazione, la presa di posizione è netta: «I clandestini arrivano in Liguria per gli accordi presi dall'amministrazione uscente di cui l'assessore Paita era una delle punte di diamante, visto che, per le sue note capacità di buona gestione delle alluvioni, dall'Assessorato alla Protezione Civile è stata promossa dal suo partito candidato presidente».

«Una scelta che ai liguri direi che non è piaciuta - ha proseguito Toti - Ora Paita gioisce per l'arrivo di nuovi clandestini, frutto degli sciagurati accordi presi dalla sua amministrazione che prevedevano addirittura l'utilizzo di strutture regionali per ospitarli. Pur non essendo ancora ufficialmente in carica (i mali della burocrazia italiana sono infiniti) ho chiesto all'amministrazione regionale di non dare corso a quegli accordi. Non appena, bontà sua, la Corte di Appello di Genova deciderà che è giunta l'ora di proclamare i nuovi eletti, faremo tutto quanto in nostro potere per invertire la sciagurata politica portata avanti, anche in questi ultimi mesi, dal Pd e dal suo candidato Paita sui clandestini».

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