Salvini in tour da Oregina a Matteotti: scatta la contestazione

Il leader della Lega a Genova per una visita partita da Begato e conclusa in centro: diversi i cori, i fischi e le contestazioni, cui ha risposto anche il presidente della Regione Giovanni Toti

Giornata genovese per il leader della Lega, Matteo Salvini, che dopo Cairo e Savona è arrivato nel capoluogo ligure facendo tappa a Begato, dove è in corso la demolizione della Diga, a Oregina e poi in piazza Matteotti.

Nel corso della visita genovese, Salvini è stato accompagnato dai rappresentati comunali e regionali della Lega, dal sindaco Marco Bucci e dal governatore ligure, Giovanni Toti. Non sono mancate le contestazioni: a Oregina (dove nei giorni scorsi sono comparse anche scritte contro il leader della Lega sui muri), oltre alla manifestazione del Terra di Nessuno già annunciata alcuni cittadini si sono raggruppati nella zona antistante il punto in cui si trovava Salvini intonando cori tra cui “Oregina non si lega” e “Fuori i fascisti dalle città”.

Qualche momento di tensione anche in piazza Matteotti, dove le forze dell'ordine hanno dovuto formare un cordone per tenere a distanza un gruppo di persone con cartelli e striscioni da cui si sono alzati fischi e contestazioni, cui hanno risposto sia Toti sia lo stesso Salvini: «I fascisti siete voi - ha detto il leader della Lega - L'Italia sarà di nuovo un paese normale quando ragazzi in divisa non dovranno tenere a bada quattro scappati di casa che vogliono impedire un comizio della Lega». Poi la stoccata all'avversario di Giovanni Toti alle Regionali, il candidato del centrosinistra Ferruccio Sansa: «Con un candidato come lui sarei depresso anche io».

«Democrazia, questa sconosciuta - ha aggiunto Toti in serata condividendo anche un video delle contestazioni - Matteo non ti preoccupare perché sono gli stessi che ormai da qualche anno mi fischiano anche il 25 Aprile, ora penso che questa piazza sia la dimostrazione della Genova che vogliamo per i prossimi 5 anni e di quella che non vogliamo vedere più, cioè di chi pensa di avere ragione e non fa ascoltare neppure chi vuole sentire le cose degli altri. Io penso che lo spirito del 25 Aprile stia da questa parte della piazza e non da quella parte», ha concluso rivolto ai contestatori.

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«I vostri fischi, la vostra doppia morale, la vostra finta idea di democrazia non ci fermeranno - ha poi aggiunto Toti - Andremo avanti ancora, andremo avanti insieme e lavoreremo anche per voi che oggi ci insultate. Perché noi rispettiamo le idee di tutti. Questa è la libertà. Gli unici fascisti siete voi che provate a impedirci di parlare, ma gli applausi sono più forti dei fischi».

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