Renzi a Genova per il terzo lotto del Bisagno. Polemica con Toti per i finanziamenti

Il premier sarà nel capoluogo ligure venerdì 30 settembre per inaugurare l'ultima parte dei lavori di copertura del torrente: «Speriamo porti un assegno», è il commento del governatore ligure. E scoppia la bagarre

Dopo settimane di ipotesi e indiscrezioni, la conferma: il premier Matteo Renzi sarà a Genova venerdì 30 settembre, atteso per l’inaugurazione del cantiere per il terzo e ultimo lotto dei lavori di copertura del Bisagno, finanziati con 275 milioni di euro provenienti dal fondo di Italia Sicura. Si tratta della terza visita del presidente del Consiglio nel capoluogo ligure, dopo quella dell’aprile 2015, quando vennero inaugurati i lavori del secondo lotto alla presenza dell’allora governatore della Liguria, Claudio Burlando, e quella del giugno successivo, quando ad accoglierlo c’era invece il neo eletto presidente della Regione Liguria, il forzista - nonché avversario politico - Giovanni Toti.

E proprio Toti, via Facebook, ha ironizzato sull’imminente visita del premier, riferendosi alle dichiarazioni che ha rilasciato proprio oggi sul completamento del Ponte sullo Stretto in occasione dell’inaugurazione della mostra per i 110 anni di Salini Impregilo, a Cernobbio: «Urka, anche il Ponte sullo Stretto - ha commentato il governatore ligure - Ma quanti investimenti in questa finanziaria. Visto che i soldi non ci sono, temo che siano investimenti a tempo. Scadenza, il 4 dicembre». Il riferimento è al referendum costituzionale, la cui data è stata annunciata ieri dal Consiglio dei ministri, e la frecciata sull’assenza di fondi non è sfuggita a Mauro Grassi, responsabile di Italia Sicura, che ha replicato secco spiegando che  «il ‘ricco assegno” del governo (Toti ha accolto la notizia dell’arrivo di Renzi dichiarando all’Ansa che «speriamo porti un ricco assegno», ndr) è già arrivato nel 2015, e si trasforma in cantieri per salvare Genova dalle alluvioni». 

«Forse la dichiarazione del presidente della Regione Liguria è dovuta a informazioni imprecise ricevute da qualche collaboratore frettoloso - ha proseguito Grassi - Il governo Renzi ha già staccato a suo tempo il più ricco assegno d’Italia per il capoluogo ligure, e oggi si vedono i primi risultati. Ben 275 milioni, pari al 43% della disponibilità nazionale, già in contabilità e altri 40 milioni già definiti, una cosa mai accaduta prima. Quanto al finanziamento dell’opera relativa alla copertura del Bisagno, ricordo che i 95 milioni previsti sono completamente a carico del governo».

Immediata la replica di Toti: «Siamo assolutamente lieti degli stanziamenti che il governo ha deciso di dedicare alla lotta al dissesto idrogeologico in Liguria. Investimenti che condividiamo totalmente e siamo lieti di inaugurare insieme con il presidente del Consiglio il cantiere, assegnato con grande velocità ed efficienza, segno del nostro pieno accordo sulla necessità di mettere al più presto in sicurezza l'intera regione Liguria», ha sottolineato il governatore ligure, prima di lanciare un’altra stoccata sui finanziamenti:  «Forse Grassi non è stato messo al corrente di quanto in discussione nella Cabina di regia per l’utilizzo concordato tra governo e Regioni dei fondi di sviluppo e coesione (ex Fas, ndr), destinati in quota importante alla disponibilità delle Regioni stesse. In quella sede, infatti, parte importante delle cifre a copertura dei lavori sono state scomputate, e non senza discussione, dalla quota percentuale degli investimenti spettante alla nostra amministrazione. Per questo, caro Grassi, condividendo completamente la destinazione di quei soldi, l'urgenza di spenderli e ringraziando ancora una volta il governo per l'attenzione che anche venerdì vorrà dare alla nostra difficile situazione, su chi, per ora, paga il conto finale mi permetto di dissentire e la pregherei di informarsi meglio».

Nella polemica si è inserita anche Raffaella Paita, portavoce del Pd in Regione ed ex candidata alla presidenza, sconfitta proprio da Toti, che ha a sua volta lanciato una frecciata: «Visto che Toti non ci riesce lo dico io: benvenuto presidente. Invece di ringraziare il governo per tutti i fondi stanziati per la Liguria, chiede altri soldi, senza presentare un progetto - ha sottolineato Paita - Vorrei ricordare che il Governo ha di recente finanziato altri due lotti del Terzo valico (si tratta di alcuni miliardi di euro), ha stanziato i fondi per il terzo e ultimo lotto della copertura del Bisagno e per la realizzazione dello scolmatore, nonché per molte altre opere di difesa idraulica dell’area metropolitana genovese, per un totale di alcune centinaia di milioni di euro. Oltre a questo il Governo ha deciso di finanziare anche l’avvio del Blue Print e un intervento significativo a Palazzo Reale. Vogliamo fare i conti, governatore? A occhio e croce potremmo essere intorno ai 2,5 miliardi di euro, e penso di aver ragionato per difetto». 

«Ciò che mi sorprende di più è che Toti oggi non abbia colto l’occasione per dire quali siano i suoi progetti nuovi per il futuro della nostra regione e per i quali chiede questi ulteriori finanziamenti al governo - ha concluso l’ex assessore alla Protezione Civile - Come al solito, quindi, neppure un’idea, ma soltanto una volgare richiesta di assegni in bianco, senza nemmeno fare lo sforzo di pensare a qualcosa di concreto. Toti provi a presentare qualche progetto e vedrà che, come è accaduto per tutte le altre Regioni, il governo sarà pronto a stanziare finanziamenti».

La nuova risposta del Presidente della Regione non si è fatta attendere: «Non si fa polemica nè si può scherzare con la sicurezza delle persone. Non è nostra intenzione ingaggiare diatribe in vista della visita di Renzi a Genova. Anzi, lo ringraziamo per aver accettato il nostro invito. Ho detto che mi auguro che porti con sè nuovi fondi per ulteriori investimenti e che voglia discuterne con la Regione, visto che molte delle opere infrastrutturali in programmazione sono coperti con Fondi Fsc, risorse tipicamente regionali».

Il governatore aggiunge: «Il Governo ha addirittura istituito una Cabina di regia a Palazzo Chigi per discutere della suddivisione e della destinazione di tali fondi. È evidente a tutti che i soldi stanziati da Italia Sicura, sacrosanti e da noi totalmente condivisi, non esauriscono il grave dramma del dissesto idrogeologico. Così come è evidente a tutti che Genova non è la sola città a rischio nella nostra regione. Dunque mi sono augurato, e continuo ad augurarmi, che nella programmazione di spesa dei fondi Fsc, di comune accordo, altre risorse vengano attribuite per questo scopo alla nostra regione. Così come mi auguro che venerdì si possa discutere di come utilizzare l'ingente risparmio del ribasso nella gara d'asta del Bisagno e che quei milioni di euro servano a far partire altri cantieri urgenti. Il nostro vuole essere uno spirito costruttivo: nessuna polemica, ma nessuno si attribuisca meriti in esclusiva».

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