Dopo il grande rifiuto arriva il presidio #iostoconmattarella

Giuseppe Conte ha rinunciato all'incarico dopo il no del Presidente alla nomina di Savona all'Economia. Salvini e Di Maio attaccano, il Pd ha ha convocato alle ore 12 in Largo Lanfranco un "presidio in difesa delle istituzioni e della democrazia"

Il no del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella alla nomina di Paolo Savona a Ministro dell'Economia ha fatto saltare il banco. Il premier in pectore Giuseppe Conte ha rinunciato all'incarico e i leader di Lega e 5 Stelle sono andati all'attacco. Salvini ha chiesto di andare nuovamente al voto, mentre Di Maio e il Movimento 5 Stelle  hanno invocato l'impeachment, lo stato di accusa nei confronti del Presidente. 

Il presidio del Partito Democratico

Solidarietà a Mattarella invece da parte di Forza Italia e Partito Democratico, e proprio il Pd ha convocato a Genova, lunedì 28 maggio alle ore 12.00 sotto alla sede della Prefettura in Largo Lanfranco un "presidio in difesa delle istituzioni e della democrazia" condito dall'hashtag #iostoconmattarella. Cristina Lodi, consigliere comunale del Pd, sulla propria pagina Facebook ha anche invitato a far sentire la propria vicinanza al Presidente dichiarando di aver appena telefonato al centralino del Quirinale. 

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Le reazioni di Lega e M5S in Liguria

Rimanendo in Liguria, diverse sono state le reazioni. Alice Salvatore del Movimento 5 Stelle ha parlato di "alto tradimento" mentre Edoardo Rixi della Lega ha pronunciato parole simili a quelle di Salvini: «Non accettiamo ministri scelti in Germania o in Francia. Il governo italiano deve essere scelto dagli italiani. Credo che oggi sia stata scritta una brutta pagina per il nostro Paese. Speriamo che presto si torni a votare».

Lunardon attacca la presidente del Parco dell'Antola

Nel corso della mattinata il capogruppo Pd in Regione Liguria Giovanni Lunardon ha invece attaccato la presidente del Parco dell'Antola per un post apparso sulla sua pagina Facebook: «Detto che in una situazione così drammatica per il Paese sotto il profilo istituzionale occuparsi di simili miserie potrebbe apparire superfluo - ha scritto Lunardon in una nota - , è comunque difficile rimanere in silenzio di fronte a una rappresentante di un ente pubblico ligure che inneggia al golpe militare. Daniela Segale, presidente del Parco dell’Antola, infatti, sul suo profilo Facebook arriva a scrivere parole inaudite come: “In un Paese normale con un Esercito ‘forte’ questa mattina ci saremmo ritrovati con un colpo di stato militare… il comportamento del Presidente della Repubblica di questi giorni ha evidenziato, se ve ne fosse stato ancora bisogno, quanto sia schiavo e servo delle imposizioni europee e non solo”. E ancora, rispetto al discorso del Presidente Mattarella: “In un paese normale questo sarebbe sufficiente per scatenare una spontanea rivolta di protesta in piazza…”. Parole eversive, indegne e che offendono la Costituzione e il Presidente della Repubblica. Frasi dettate da una profonda ignoranza della Carta costituzionale e che suonano ancora più gravi se pronunciate da una rappresentante delle istituzioni. Facebook non è il salotto di casa propria, ma una piazza pubblica. La violenza di certe affermazioni non può passare inosservata. Se si presiede un Ente bisogna saper misurare le parole. E una rappresentante delle istituzioni che inneggia a un golpe di piazza e offende il Capo dello Stato non è degna di ricoprire quel ruolo. Segale faccia un passo indietro e si dimetta. Il governatore Toti intervenga».

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