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Doria, bilancio del 2015 tra soddisfazioni e "frecciatine" (per Toti)

Durante la tradizionale conferenza di fine anno, il sindaco ha elencato tra i temi positivi per la città l'offerta turistica e culturale, la lotta al dissestro idrogeologico e il Puc. Ma non sono mancate note dolenti

La lotta al dissesto idrogeologico, l’offerta turistica e culturale della città e l’approvazione di un Puc, il piano urbanistico comunale, “che più di tutti ha fatto una riflessione sul rapporto tra spazio urbano e ambiente”: questi, secondo il sindaco di Genova, Marco Doria, i temi più importanti e positivi che l’amministrazione ha portato a termine nel 2015, illustrati nel dettaglio nella conferenza stampa di fine anno in cui il primo cittadino ha fatto un bilancio dei mesi trascorsi.

«Il Comune è la casa della trasparenza, le nostre delibere e i nostri bilanci sono stati passati al microscopio e ne sono usciti puliti, in un equilibrio che ha contribuito ad abbassare, anche se poco, il debito contratto», ha esordito Doria, sottolineando come il Comune, nonostante la scarsità dei fondi a disposizione e le problematiche da affrontare, «abbia continuato a erogare servizi alla città pur con 800 dipendenti in meno rispetto i 6.118 che aveva all’attivo a dicembre 2012, alla vigilia del nostro insediamento».

La lotta al dissesto idrogeologico
«Siamo un territorio fragile, e lo sappiamo anche a causa dei tragici avvenimenti che negli ultimi anni lo hanno colpito - ha detto il sindaco - In Liguria ci sono 50 km di corsi d’acqua tombati, e nel 2015 sono state avviate opere fondamentali che continueranno nel 2016, come lo scolmatore del Bisagno e quello del Fereggiano, per cui sono stati spesi fondi che mai come durante questa amministrazione sono stati elargiti. Spese in parte sostenute dal Comune, in parte dal governo, ma da parte del Comune c’è sempre stato interessamento e dispiegamento di forze ed energie. I fondi alla fine, come promesso, sono arrivati, e di questo siamo molto soddisfatti».

Turismo e cultura
Soddisfazione anche per quanto riguarda l’offerta turistica e culturale della città, che Doria ha definito «una delle eccellenze in un paese all’avanguardia. Dal Ducale al Museo del Mare, moltissime istituzioni comunali contribuiscono a rendere più attraente Genova ai turisti e non solo».

Piano Urbanistico Comunale
Altro elemento di cui andare fieri, ha proseguito il sindaco, è l’approvazione del Puc, «il quarto dal 1945, che era stato semplicemente abbozzato nell’amministrazione precedente e che questa ha concretizzato. Un piano che più di tutti fa una riflessione compiuta tra lo spazio urbano e l’ambiente, di cui non possiamo che essere fieri».

Ilva
Sulla questione Ilva, Doria ha chiarito che «è giusto che il governo espliciti scelte industriali ben precise, ma noi come Comune siamo preoccupati. Il nostro obiettivo è mantenere l’attività siderurgica compatibile sul territorio, ma anche i livelli di occupazione e i diritti dei lavoratori”. Il sindaco ha anche sottolineato la necessità di riutilizzare aree sino a oggi lasciate a se stesse, come per esempio quelle in concessione a Ilva, per rilanciarne altre, come gli Erzelli e le Riparazioni navali. Ed è proprio su quest’ultimo punto, e in particolare sul progetto Blue Print, che si è soffermato Doria: «E' un obiettivo strategico dell’amministrazione: la riqualificazione delle aree un tempo fieristiche, che oggi sono diventati veri e propri cimiteri. Abbiamo il dovere di riqualificarle, e faremo di tutto perché accada, continueremo ad acquisire e valorizzare aree».

La stoccata a Toti sui trasporti
«Il collegamento Genova-Milano è un tema strategico», ha detto Doria riferendosi a quanto promesso nei mesi scorsi dal governatore della Liguria, e cioè un treno che, in accordo con Trenord, percorra la distanza che separa il capoluogo ligure da quello lombardo in 45 minuti: «Questo nodo non può essere risolto con battute e iniziative non sostenute e strutturate, bisogna supportare la città con attività economiche concrete». Una frecciata che arriva all’indomani dal primo viaggio di prova cui hanno preso parte rappresentati della Regione, Toti in primis, e giornalisti, e che ha impiegato quasi 90 minuti a coprire la tratta, più o meno lo stesso tempo impiegato dagli Intercity attualmente in servizio.

Servizi sociali e accoglienza
Il discorso di Doria si è concluso con un plauso al modo in cui l’amministrazione comunale «non ha tolto un solo euro ai servizi sociali, continuando a erogarli, e agli operatori che se ne occupano”, e alla politica dell’accoglienza messa in atto per far fronte all’ondata di flussi migratori: «Ci sono masse di persone che scappano dalla guerra, dalla paura, ma soprattutto dalla miseria. Abbiamo detto che Genova non è la città dei muri e delle barriere, e con Prefettura e terzo settore ci siamo mossi in questo senso, difendendo e valorizzando la dignità delle persone e organizzando iniziative, su basi volontarie, per consentire a queste persone di fare qualcosa di utile per la città che li ha accolti. Come quella che mi vedrà anche domani a Villa Croce, dove i migranti si riuniranno per contribuire alla manutenzione e l’ordine del verde cittadino».

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