rotate-mobile
Domenica, 28 Novembre 2021
Politica

Polemiche in Regione, l'opposizione: «Toti esclude la commissione antimafia dalla riforma degli appalti»

Alisa cesserà le funzioni di Centrale regionale d’acquisto e il personale addetto alla Centrale sarà trasferito alla Regione

Con 17 voti a favore (maggioranza) e 12 contrari (minoranza) il consiglio regionale, nella seduta di lunedì 1 marzo 2021, ha approvato il disegno di legge 57 'Razionalizzazione e potenziamento del sistema regionale di centralizzazione degli acquisti di forniture e servizi e dell'affidamento di lavori pubblici'.

Il provvedimento interviene sul sistema degli acquisti da parte della Regione. La Regione, in quanto 'centrale di committenza', si configura già come Stazione Unica Appaltante, ma, dopo la riorganizzazione, definirà il fabbisogno, individuerà le priorità operative, svolgerà le procedure di scelta del contraente e il monitoraggio dei consumi.

La Suar potrà operare direttamente ma si articolerà anche in centrali di committenza che potranno stipulare convenzioni per l’acquisto di forniture e servizi (Liguria Digitale, Consorzio Energia Liguria) o per l’affidamento di lavori e di opere pubbliche strategiche (IRE). Alisa cesserà le funzioni di Centrale regionale d’acquisto e il personale addetto alla Centrale sarà trasferito alla Regione per un costo annuale di 994mila 294 euro nel 2021, 2022 e 2023 a cui l’Ente farà fronte con le risorse già stanziate per la spesa del personale.

La legge prevede che gli Enti Parco, gli Enti Regionali, il cui funzionamento dipende dal contributo regionale, le Aziende sanitarie, gli Enti ospedalieri, gli Irccs, l’ente ospedaliero Galliera e l’Evangelico, le società in house della Regione debbano approvvigionarsi aderendo alle convenzioni stipulate dalla Suar. Gli altri Enti pubblici, incluse le Autorità di Sistema Portuale e le Aziende di Servizio alla Persona, possono aderire, volontariamente, alle convenzioni.

La giunta emanerà le misure necessarie per garantire la legalità e la trasparenza anticrimine e viene introdotto, infine, il mercato elettronico regionale.

Sono stati approvati tutti gli emendamenti presentati dalla giunta. Fra questi, è stato approvato un emendamento che prevede l’istituzione, da parte del presidente della giunta con un apposito atto, che ne de definisce compiti e obiettivi, l’istituzione di 'strutture di missione' di durata temporanea e comunque non superiore alla durata della legislatura.

La 'struttura di missione' può essere costituita da personale regionale o anche da uno o più componenti esterni con adeguate competenze professionali a cui l’incarico è attribuito con le procedure ordinarie. Per ogni 'struttura di missione' gli oneri relativi ai compensi dei componenti esterni non possono eccedere il costo di una unità di categoria D (funzionario). Agli oneri derivanti dall’emendamento per gli incarichi esterni sono 123mila 289 euro.

Approvato un altro emendamento della giunta che stabilisce come, per la progettazione e l’espletamento di gare di lavori e per la fornitura di beni e servizi, le Arte possono avvalersi della Suar.

Fra gli emendamenti presentati da Pd e Articolo Uno, è stata approvata una modifica di natura tecnica. Rispetto all’istituzione delle 'Strutture di missione' sono stati approvati altri due emendamenti del gruppo Pd-Articolo Uno: il primo prevede il coinvolgimento della competente commissione consiliare per avere un confronto sull’istituzione di ciascuna 'struttura di missione' per un confronto sulle funzioni e gli obiettivi della stessa struttura prima della sua attivazione; il secondo introduce un monitoraggio annuale sull’attività delle 'strutture di missione' da parte della competente commissione consiliare per verificare l’efficacia delle misure organizzative messe in campo.

Luca Garibaldi (Pd-Articolo Uno) ha analizzato gli emendamenti presentati oggi dalla giunta che apportano modifiche «su un testo con cui si interviene in modo approssimativo e brutale sulla programmazione sanitaria e di cui ci è ignoto il motivo, se non il mantenere in capo alla Regione il meccanismo decisionale». Garibaldi, dopo avere criticato i tempi stretti imposti dalla giunta per l’approvazione del provvedimento, ha illustrato nel dettaglio gli emendamenti presentati dal gruppo.

Enrico Ioculano (Pd-Articolo Uno) ha condiviso le obiezioni di Garibaldi e ha sottolineato «il dato politico su Alisa, che viene destrutturata ed è la sintesi del fallimento politico della giunta». Il consigliere ha lamentato da parte della maggioranza e della giunta la mancanza di un dibattito sia nella competente commissione consiliare sia in Consiglio regionale: «Il silenzio dei colleghi di maggioranza - ha concluso - è l’emblema di questo provvedimento».

Il presidente della giunta, con delega al bilancio e alla sanità, Giovanni Toti ha replicato: «Il silenzio della maggioranza è dovuto alla confusione di questo dibattito e non ad un’assenza di opinione». Il presidente ha aggiunto: «Dalla lettura del recente passato della Regione - ha spiegato - ho vissuto gli ultimi 5 anni sentendomi dire dalla minoranza che Alisa era uno strumento tanto inutile quanto pletorico mentre oggi ho sentito dire che sarei il colpevole dello smontaggio di una struttura divenuta il cardine intorno al quale ruota la Regione e senza la quale saremmo in difficoltà».

Rispetto alla centralizzazione degli acquisti il presidente ha sottolineato: «Oggi la minoranza ha sostenuto che accentriamo tutti i poteri, ma la centralità di acquisto fa parte di un sistema globale degli ultimi anni che, a livello nazionale, ha portato alla creazione di Consip. È una politica di indirizzo - ha aggiunto - di tutta la politica italiana». Il presidente ha sottolineato un altro aspetto: «La minoranza ha sostenuto che tutto questo si fa per accentrare i poteri nel presidente della giunta, ma questi sono poteri che il presidente ha ugualmente, essendo anche assessore al bilancio e alla sanità».

Toti ha auspicato: «Il dibattito dovrebbe essere costruttivo, l’opposizione dovrebbe quindi dare il proprio contributo senza essere necessariamente strumentale e senza smentire le posizioni che ha assunto negli ultimi 5 anni. L’opposizione è legittima, ma è possibile se non c’è un dibattito pregiudiziale, che nega alcuni punti di partenza».

Il presidente ha ammesso: «Forse abbiamo messo mano tardivamente alla materia» e ha aggiunto: «Chi vuole giocare sul fatto che stiamo smantellando Alisa dico che non è affatto così» e ha spiegato: «Stiamo riorganizzando razionalmente un mondo che non ha a che fare con la programmazione sanitaria, che resta nelle mani di ALisa».

Il presidente ha specificato: «Stiamo distribuendo in modo diverso le competenze su vari organi della Regione. Non trovo nulla di stravagante che una centrale acquisti – ha aggiunto - sia direttamente sotto la Regione, sarebbe semmai stravagante accorpare la Suar della Regione ad Alisa, che è una struttura esterna alla Regione».

Toti non ha escluso il confronto con le forze sindacali una volta che il disegno di legge sarà trasformato in legge e ha concluso: «Riuscire a intervenire per migliorare una legge regionale è un compito apprezzabile delle opposizioni, ma partire dicendo che tutto non va perché è fatto troppo in fretta, troppo tardi, troppo o troppo poco, non stimola un dibattito in aula che possa portare da una sintesi».

Nel dibattito sulla presentazione degli emendamenti della minoranza e della giunta sono intervenuti Gianni Pastorino (Linea Condivisa), Fabio Tosi (Mov5Stelle), Enrico Ioculano, Davide Natale, Sergio Rossetti e Roberto Arboscello del Pd-Articolo Uno, Roberto Centi e Ferruccio Sansa della Lista Ferruccio Sansa presidente.

Forti critiche sono state espresse dalla minoranza per la bocciatura dell’emendamento, presentato da Enrico Ioculano, che chiedeva alla giunta di 'sentire' la Commissione consiliare Antimafia prima di adottare le misure per garantire la legalità e la trasparenza anticrimine nelle procedure di competenza della Suar.

Opposizione all'attacco: «Toti esclude la commissione antimafia dalla riforma degli appalti»

È gravissima la scelta di escludere il coinvolgimento della Commissione Antimafia e di tutti gli strumenti di vigilanza e trasparenza dalla nuova normativa in materia di appalti in sanità.

A denunciarlo le forze politiche di opposizione (Partito Democratico - Lista Sansa - Movimento Cinque Stelle - Linea Condivisa), che hanno visto respingere tutte le proposte di coinvolgimento della Commissione Antimafia e la creazione di istituti di vigilanza per la trasparenza degli appalti, al fine di porre una particolare attenzione al tema delle infiltrazioni mafiose nel nostro territorio, soprattutto su un tema, come quello delle sanità, che è diventato in questi mesi, uno dei principali settori su cui le mafie operano e lucrano.

Una vicenda ancora di più preoccupante, perché segue di pochi giorni la decisione della Giunta Regionale di chiudere l’Osservatorio sulla Sicurezza e la Legalità, il principale strumento di studio e di intervento sul tema.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Polemiche in Regione, l'opposizione: «Toti esclude la commissione antimafia dalla riforma degli appalti»

GenovaToday è in caricamento