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Liguria Pride, anche la Regione nega (di nuovo) il patrocinio

Dopo il sindaco Bucci, anche il governatore ligure Giovanni Toti ha deciso di non patrocinare la manifestazione per i diritti Lgbt del prossimo 16 giugno. M5s all'attacco: «Oscurantismo medievale»

Niente patrocinio della Regione al Liguria Pride del prossimo 16 giugno: la conferma è arrivata in mattinata dal governatore Giovanni Toti, che nel corso della riunione di mercoledì dei capigruppo richiesta dal comitato Liguria Rainbow ha ribadito per iscritto la scelta già fatta (e contestata) lo scorso anno.

Anche la motivazione è del tutto simile a quella data nel 2017: la manifestazione non sarebbe in linea con le politiche sulla famiglia della Regione. Una spiegazione fornita senza che alcun membro della giunta si presentasse per esprimerla di persona ai rappresentanti del comitato Liguria Rainbow, e che ha scatenato le proteste da parte dell'opposizione: «Dopo il gran rifiuto di Bucci, anche Toti si trincera in un oscurantismo dal sapore medievale e rifiuta di dare il patrocinio al Liguria Pride del prossimo giugno - sottolineano i consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle - A lasciare basiti è, prima di tutto, la motivazione ufficiale, comunicata in poche righe in riunione di capigruppo, senza che fosse presente alcun esponente della Giunta e nessun assessore competente».

Opposizioni all'attacco

«In un simile contesto, non è stato possibile porre alcuna domanda o chiedere alcun chiarimento alla giunta per una posizione che stride in maniera agghiacciante con valori e diritti civili che, nel 2018, credevamo ormai acquisiti, concludono i consiglieri M5s, che hanno chiesto e ottenuto una commissione tematica urgente «per fare chiarezza sul patrocinio negato e dare a Liguria Rainbow spiegazioni all’altezza di una simile, incredibile, motivazione».

Secco anche il Pd: «Eravamo già scandalizzati per la decisione della Giunta comunale di negare il patrocinio al Pride perché “divisivo”, mai più ci saremmo aspettati che la giunta Toti potesse fare di peggio, portando indietro l’orologio dei diritti all’età della pietra - ha fatto sapere il gruppo dem in Regione - Per la prima volta nella storia dell’ente la giunta, con un atto che consideriamo arrogante e discriminatorio, ha deciso di disertare quest’incontro. Non era mai successo per nessuno prima d’ora. In questi anni, e ancora di più prima, i capigruppo hanno audito associazioni, sindacati, comitati e anche gruppi di cittadini non riconosciuti sempre alla presenza della Giunta. Questa volta però la giunta, che era perfettamente informata della richiesta di Liguria Rainbow accolta dall’ufficio di presidenza del Consiglio, ha deciso di non essere presente, scavando un enorme fossato tra l’amministrazione regionale e persone che, agli occhi di questa maggioranza, evidentemente, hanno la colpa di battersi per i propri».

Oggi era stata richiesta dal Coordinamento Liguria Rainbow un’audizione con i capigruppo e la giunta per sollecitare la concessione del patrocinio a cui l’anno scorso la Regione Liguria non aveva dato alcuna risposta. Per la prima volta nella storia dell’ente la giunta, con un atto che consideriamo arrogante e discriminatorio, ha deciso di disertare quest’incontro. Non era mai successo per nessuno prima d’ora. In questi anni, e ancora di più prima, i capigruppo hanno audito associazioni, sindacati, comitati e anche gruppi di cittadini non riconosciuti sempre alla presenza della Giunta. Questa volta però la giunta, che era perfettamente informata della richiesta di Liguria Rainbow accolta dall’ufficio di presidenza del Consiglio, ha deciso di non essere presente, scavando un enorme fossato tra l’amministrazione regionale e persone che, agli occhi di questa maggioranza, evidentemente, hanno la colpa di battersi per i propri

Il negato patrocinio riaccende la polemica sulla decisione, da parte del sindaco Bucci, di allinearsi alla Regione: nonostante diverse interrogazioni in consiglio Comunale, il sindaco (attraverso l'assessore all'Urbanistica, Simonetta Cenci) aveva sottolineato come la giunta non sia contro l'evento a livello ideologico, spiegando che «la concessione del patrocinio viene disposta dall’ufficio di gabinetto del sindaco, che in questo caso ha ritenuto di non procedere al rilascio perché in passato una fetta di popolazione si è sentita offesa da alcuni messaggi comunicati e pubblicizzati durante la manifestazione».

La replica di Regione Liguria

«In merito al Liguria Pride la giunta regionale fa una scelta di coerenza e di chiarezza. La conferenza dei capigruppo di oggi aveva come oggetto la mancata risposta della giunta alla richiesta del patrocinio, è stato un modo per sollecitarla - ha replicato nel pomeriggio l’assessore regionale alle Pari Opportunità, Ilaria Cavo - Per rispetto nei confronti dei richiedenti abbiamo fatto pervenire una risposta che può non piacere, ma che rispetta i tempi richiesti, la posizione di questa giunta, è chiara e non è ipocrita. La manifestazione non rispecchia le politiche e le azioni di questa maggioranza. Questo non significa demonizzare una manifestazione legittima a cui chiunque, anche tra i consiglieri della maggioranza,  potrà partecipare a titolo personale se lo riterrà».

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