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Al via il processo sui fondi della Lega: Camera e Senato si costituiscono parti civili

Nel tribunale del capoluogo ligure, prima udienza del procedimento che vede Umberto Bossi e Francesco Belsito accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato

Si è conclusa con un rinvio al 2 novembre la prima udienza del processo che vede Umberto Bossi e Francesco Belsito, rispettivamente ex leader ed ex tesoriere della Lega Nord, accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato per 40 milioni di euro.

Imputati insieme con Belsito e Bossi anche i tre ex revisori dei conti del Carroccio, Stefano Aidovisi, Diego Sanavio e Antoni Turci: secondo la tesi dell’accusa, che ha aperto l’inchiesta nel 2011, avrebbero utilizzato i soldi destinati al partito per spese personali, mentre un secondo filone di indagine si concentra sul presunto riciclaggio dei fondi che Belsito avrebbe messo in atto in Africa sfruttando i conti di banche offshore.

Nel corso dell’udienza, gli avvocati del Senato e della Camera, citati come parti offese nel provvedimento di rinvio a giudizio emesso lo scorso febbraio del pm Paola Calleri, hanno chiesto di essere ammesse al procedimento come parti civili, contrariamente a quanto fatto dalla Lega Nord, di cui sono stati citati da parte del legale di Belsito diversi esponenti, tra cui il vicepresidente del Senato, Roberto Calderoli.

Unico presente in aula oggi era proprio Belsito, che ha ribadito l’intenzione di «fare chiarezza su quanto accaduto, sul mio operato e su una gestione finanziaria in linea con quella dei precedenti tesorieri».

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