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Latte, Murruni e Avvenente: «Le posizioni di Parmalat vergognose e ignobili»

In una lettera, i presidenti dei municipi Valpolcevera e Ponente condannano duramente le scelte di Parmalat e si schierano per la difesa dei prodotti del territorio

«Davvero vergognosa, ignobile»: così i due presidenti di Municipio Iole Murruni (Valpolcevera) e Mauro Avvenente (Ponente) commentano la presa di posizione di Parmalat nei confronti dei produttori di latte delle valli dell'entroterra genovese.

Non ci sono sconti: «È ormai prassi consolidata - scrivono in un documento firmato da entrambi - ma assolutamente non condivisibile, che le multinazionali agiscano solo ed esclusivamente per accumulare lucro e ricchezza nelle mani di pochissimi a discapito e sfruttamento dei cittadini consumatori e degli agricoltori. Purtroppo si confermano le preoccupazioni che erano emerse, a suo tempo, con l'acquisizione e la successiva dismissione della centrale del latte di Fegino».

Murruni e Avvenente si schierano dalla parte di chi ha deciso di boicottare le grandi aziende per acquistare, in una vera e propria gara di solidarietà, il latte direttamente dai distributori in città; un gesto per aiutare «il delicato tessuto agricolo dell'entroterra composto da molti giovani che hanno scelto di tornare a coltivare la terra, a curare e a presidiare il territorio evitando l'abbndono delle campagne che altrimenti rischiano di divenire rapidamente preda del dissesto idrogeologico».

Per questo i municipi si impegneranno ad appoggiare tutte le proposte utili a favorire il settore, a partire dall'individuazione di forme alternative per la distribuzione diretta e per il conferimento del latte direttamente dal produttore al consumatore, saltando la filiera intermedia che rappresenta molto spesso il generatore di eccessivi incrementi del prezzo finale.

Promettono anche impegno per far sì che il latte genovese possa essere distribuito attraverso gli appositi erogatori la cui collocazione si sta diffondendo sempre più sul territorio. A tal fine, potranno essere appositamente individuati e concordati con gli istituti comprensivi, con i CIV locali, con il mondo dell'associazionismo e con le aziende pubbliche e private altri luoghi in cui poter collocare i distributori. L'intento è quello di «evitare che il latte appena munto debba essere gettato nelle letamaie a causa delle scelte scellerate delle multinazionali che preferiscono acquistare prodotti di bassa qualità nell'est europeo innescando così una selvaggia spirale al ribasso dei prezzi che mira soltanto all'accumulo di guadagni a discapito di chi fatica ogni giorno per vivere dignitosamente del proprio lavoro».

La lettera si conclude con una richiesta: quella che anche le altre istituzioni si impegnino a sostenere e pubblicizzare l'intero territorio e le sue eccellenze agro-alimentari creando un vero e proprio "marchio del territorio", ad alleviare le difficoltà economiche sia per chi acquista sia per chi vende, e a sviluppare "premialità" per i prodotti liguri nelle gare d'appalto per le forniture a ospedali, scuole e mense.

L'accordo imminente con il Caseificio Pugliese di Torino garantirebbe una boccata d'ossigeno fino al 30 settembre, ma, finiscono i due presidenti, che hanno stilato il documento insieme alle loro giunte, bisogna rimanere vigili e attenti, e monitorare costantemente la situazione per trovare una soluzione definitiva, e non temporanea.

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