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Kavo Promedi, tredici dipendenti senza lavoro

L'azienda ha confermato l'intenzione di chiudere lo stabilimento di via del Commercio a Nervi: per 13 lavoratori su 16 si prospetta l'aspettativa retribuita fino alla fine della trattativa coi sindacati

«È necessario provvedere al più presto e mettere paletti normativi precisi che impediscano il ripetersi di episodi come quello attuato dalla Kavo Promedi che, in barba ai diritti dei propri lavoratori e senza considerazione alcuna del territorio, ha smantellato un sito dall'oggi al domani, scaricando sul welfare nazionale le conseguenze della propria decisione». Lo dichiara l'assessore regionale allo Sviluppo Economico Edoardo Rixi, a margine dell'incontro con l'azienda Kavo Promedi, dopo che la multinazionale del settore metalmeccanico ha deciso di prelevare, nella notte tra venerdì e sabato, i macchinari per la produzione dei seggiolini da dentista realizzati nella sede genovese.

«L'azienda non ha scusanti - dice l'assessore Rixi - come Regione Liguria siamo stati e continueremo a essere sempre disponibili a incontrare le imprese in difficoltà e a farci interlocutori attivi per trovare tutte le possibili strade per una soluzione che non penalizzi i lavoratori. Il comportamento tenuto da questa multinazionale è di totale mancanza di rispetto verso il territorio e anche verso tutti quegli imprenditori italiani che si trovano spesso a indebitarsi con le banche per garantire uno stipendio ai propri lavoratori anche in momenti di difficoltà. Da parte nostra, daremo il nostro appoggio in ogni forma di nostra competenza ai lavoratori genovesi della Kavo, ma contestualmente ci stiamo attivando perché vengano messi paletti precisi, anche a livello nazionale, perché questo precedente pericoloso attuato una multinazionale non si possa ripetere in futuro».

All'incontro in Confindustria con i rappresentanti dell'azienda Kavo e i rappresentanti sindacali ha partecipato anche l'assessore allo sviluppo economico Emanuele Piazza. L'azienda ha confermato l'intenzione di chiudere lo stabilimento di via del Commercio a Nervi: per 13 lavoratori su 16 si prospetta l'aspettativa retribuita fino alla fine della trattativa coi sindacati.

«Le modalità adottate dalla Società Kavo - ha dichiarato l'assessore Piazza al termine dell'incontro - forzando una procedura prevista per legge e posta a tutela di tutte le parti coinvolte e, in particolare, dei lavoratori nel caso di chiusura di impianti, smontando un'azienda nella notte e nel fine settimana per caricare macchinari su camion, non sono assolutamente accettabili. Queste modalità hanno rappresentato una ferita per la dignità dei lavoratori e per tutta la città».

«Oggi - ha continuato - come istituzioni abbiamo garantito che si aprisse in modo corretto la trattativa tra azienda e lavoratori. Il Comune ha fatto chiaramente presente all'azienda quale fosse il sentimento della città nei confronti di quanto messo in opera chiedendo un'apertura di procedura che tenga in considerazione la frattura creata. La Kavo, fino alla chiusura della procedura, manterrà a Genova i suoi impianti e i lavoratori verranno retribuiti regolarmente. Questo - ha concluso l'assessore Piazza - è un punto di partenza necessario per qualsiasi discussione che si aprirà il prossimo 15 febbraio».

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