rotate-mobile
Politica

Inchiesta corruzione, la commissione regionale antimafia vuole sentire il presidente dell'Anac

Il presidente Centi: "Stiamo esaminando la possibilità di convocare il presidente dell'Anac Giuseppe Busìa, che ricordo essere intervenuto già prima dell'esplosione pubblica delle indagini per i rischi del maxi appalto della diga di Genova"

Roberto Centi, presidente della Commissione Regionale Antimafia della Liguria ha dichiarato di voler convocare la Commissione per "approfondire, nell'ambito delle attribuzioni in nostro possesso, il tema dei sospetti legami tra politica e criminalità organizzata che stanno emergendo dalle indagini in corso".

 "Ricordo che la Commissione Antimafia, che ho l'onore di presiedere, non ha competenze d'indagine e comunque non può e non deve interferire in alcun modo con le indagini in corso; aspetto, questo, ascrivibile esclusivamente all'operato della magistratura e delle forze dell'ordine - sottolinea Centi -. Rientra nelle nostre competenze, invece, approfondire tutti quegli aspetti utili a individuare il vulnus che permette, anche nell'ipotetico rispetto formale delle norme, tutto da verificare, atteggiamenti e comportamenti che politicamente abbiamo il dovere di condannare aspramente. Ricordo anche - aggiunge - che come Commissione Antimafia in questi quasi quattro anni di attività abbiamo audito decine e decine di esperti e associazioni che ci hanno aiutato a far emergere in modo netto e inequivocabile il quadro del radicamento della criminalità organizzata in Liguria".

Il presidente della Commissione Regionale Antimafia vista la rilevanza nazionale assunta dai casi liguri di presunta corruzione e commistione tra politica e criminalità organizzata, è intenzionato a coinvolgere nelle sedute anche esperti di richiamo nazionale sui temi della corruzione e della lotta alla mafia.
 
"Stiamo esaminando la possibilità di convocare il presidente dell'Anac Giuseppe Busìa, che ricordo essere intervenuto già prima dell'esplosione pubblica delle indagini per i rischi del maxi appalto della diga di Genova - annuncia Roberto Centi -. Con il presidente Busìa vorremmo approfondire la situazione poco trasparente degli appalti, partendo dai dati che la stessa Anac ha recentemente diffuso: in Italia un Comune su quattro (con più di 15 mila abitanti) ha verificato almeno un caso di corruzione tra il 2015 e il 2020 e parallelamente si è assistito a un exploit degli affidamenti diretti, pari al 90% degli appalti totali sotto i 40 mila euro e al 49,6% per quelli di importo superiore. Insieme al tema degli appalti - aggiunge il presidente Centi – è nostra intenzione approfondire con esperti giuridici del settore anche l'attività di lobbying, in modo da avere un quadro chiaro su trasparenza, conflitti di interesse, tracciabilità dei finanziamenti e regolamenti interni alle singole regioni".

"Il nostro obiettivo - conclude Roberto Centi – è dare il prima possibile alla Liguria gli strumenti di legge per impedire che in futuro  possano anche solo verificarsi le condizioni per i sospetti intrecci perversi tra politica, mondo imprenditoriale e criminalità organizzata di cui tutti stiamo leggendo in queste settimane".

Continua a leggere le notizie di GenovaToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inchiesta corruzione, la commissione regionale antimafia vuole sentire il presidente dell'Anac

GenovaToday è in caricamento