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Imu dimezzata per le case di lusso, da Tursi l'allarme: «Ricadute pesanti sui servizi»

La giunta Doria scende in campo per protestare contro l'approvazione delle due delibere proposte dall'opposizione che riducono l'imposta per gli immobili di classe A1: «Sbagliato estendere agevolazioni a tutti»

Una situazione più grave di quanto si pensasse, e un rischio decisamene più concreto di annaspare nel bilancio del 2016: dopo l’approvazione in consiglio Comunale di due delibere proposte dall’opposizione che abbassano l’aliquota Imu per gli immobili di classe A1 - e dunque di pregio - e di quelli a canone concordato, dalla giunta Doria arriva la conferma: la diminuzione porterà nelle casse di Tursi 8 milioni in meno, e le finanze già fiaccate ne risentirebbero in maniera pesantissima.

«Una riduzione di tale consistenza delle risorse finanziarie a disposizione del Comune, già falcidiate dai tagli dello Stato (165 milioni in meno dal 2011), ricadrebbe in modo inaccettabile sui cittadini perché costringerebbe a ridurre drasticamente servizi essenziali per la città. Non ci sarebbero  alternative o altre voci di bilancio su cui scaricare le  conseguenze finanziarie di questi  emendamenti», ha fatto sapere la giunta in una nota, chiarendo che a oggi non ci sarebbero «sprechi da tagliare. Le spese per il personale sono scese di cinquanta milioni, sono costantemente diminuiti i dipendenti e l’indebitamento del Comune. Il bilancio 2016, presentato dalla Giunta, conferma misure di contenimento delle spese di funzionamento». 

La riduzione del 50% dell’aliquota Imu per i cosiddetti immobili di pregio (dallo 0,58 allo 0,29%), continua la giunta Doria, comporterebbe «una grave ingiustizia, perché toglierebbe soldi ai servizi, in particolare per i meno abbienti, concedendo invece agevolazioni fiscali a famiglie di reddito più elevato. Nel definire  le aliquote di imposta e le tariffe l’amministrazione comunale si è sempre  ispirata a criteri di equità sociale. Pur nelle ristrettezze finanziarie e dovendo rispettare  i vincoli di legge, ha tenuto conto delle diverse  situazioni. Vanno in questa direzione le agevolazioni introdotte per  gli alloggi affittati a canone concordato (per cui l’Imu è stata anche in questo caso ridotta, passando dallo 0,85% allo 0,58%, ndr)».

«L’amministrazione comunale è anche consapevole che, vista la particolare diffusione delle case A1nella nostra città, ci possono essere persone anziane che, pur avendo basso reddito, per storia familiare o per altre circostanze, abitano in alloggi catalogati di lusso; però la questione non deve essere risolta attraverso una agevolazione estesa a tutti, indipendentemente dal reddito», ha concluso la giunta, che ha comunicato l’intenzione di proporre al consiglio una revisione dei due emendamenti approvati “per introdurre meccanismi più selettivi e attenti agli effetti sociali e comunque tali da non incidere drammaticamente sul bilancio del Comune con tagli ai servizi  per i cittadini che sarebbero ingiusti e insopportabili».

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