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Migranti, vertice ligure Toti-Zaia-Maroni: «Il governo dichiari lo stato di emergenza»

L'incontro in mattinata a Villa Lo Zerbino per discutere di una strategia comune sull'immigrazione e firmare una carta in 9 punti con le richieste per il governo. Che comprendo il reato d'immigrazione clandestina e il blocco delle partenze

Immigrazione e sicurezza: questi i temi centrali dell’incontro avvenuto oggi a Villa Lo Zerbino tra Giovanni Toti, Luca Zaia e Roberto Maroni, governatori di centrodestra rispettivamente di Liguria, Veneto e Lombardia. 

La cosiddetta “Trilaterale” è andata in scena in mattinata alla presenza degli assessori all’Immigrazione delle tre Regioni, e cioè Sonia Viale (Liguria), Manuela Lanzarin (Veneto) e Simona Bordonali (Lombardia), e ha visto i tre governatori firmare una lettera congiunta indirizzata al premier Matteo Renzi e un documento in 9 punti, la “Carta di Genova”, in cui sono elencate le richieste al governo per far fronte alla questione immigrazione: in primis la dichiarazione dello stato di emergenza, poi la creazione di centri di prima accoglienza (i Cie) nei paesi del Nord Africa, dove analizzare le richieste di asilo, e il blocco delle partenze, oltre all’introduzione del reato di immigrazione clandestina. Richieste “collaterali”, la promozione di accordi bilaterali con i paesi di origine per i rimpatri, predisposizione di Piani di miglioramento delle condizioni di vita nei luoghi di origine degli immigrati da parte dell’Unione Europea e istituzione di nuovi Cie solo con l’accordo delle Regioni.

Che, come si legge come incipit del documento, «non riconoscono le quote e le modalità di assegnazione a essi attribuite», almeno per quanto riguarda Liguria, Veneto e Lombardia: «I 9 punti del documento che abbiamo sottoscritto oggi sono tutti di buon senso e partono dalla considerazione che i governi regionali qui convenuti non riconoscono le quote ad essi attribuite - ha spiegato il governatore Toti - C’è stata una sola riunione in cui si è fatto il punto con il governo sui migranti, dopodichè quella situazione si è aggiornata, alla luce della drammaticità degli sbarchi, senza che le Regioni siano state minimamente coinvolte e men che meno potessero esprimere un parere».

Il commento dei governatori - «L’Italia non deve diventare tour operator dell'Africa intera, visti i messaggi che il governo sta mandando - è stato il commento del governatore del Veneto, Luca Zaia - Quando su tre immigrati ne intercetti due che non sono profughi, vuole dire che il messaggio che sta passando è 'venite in Italia, non c'è nessun problema', cosa che in altri paesi del Mediteranno non accade. Vogliamo dire al governo che ci sono anche le soluzioni a questa "emergenza migranti", visto che chiuderemo il triste bilancio di quest'anno con 300.000 arrivi, due terzi dei quali non sono profughi».

«Le cose che diciamo nel documento si possono fare, e hanno dimostrato di funzionare, lo dico da ministro dell’interno che si è occupato di questi temi nel 2011. Il governo non ha ancora dichiarato lo stato di emergenza, perché non la considera tale, ma sono i numeri a smentirlo. Nel 2011, con la Primavera araba, arrivarono 48mila immigranti, saliti a 119mila nel 2014, 121mila nel 2015 e 124mila nel 2016. Se non è un’emergenza questa - ha sottolineato il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni - Le cose indicate nel documento sono già state fatte, e avevano funzionato, perché a luglio 2011 i flussi si sono fermati. Questa è la strada praticabile, che il governo non segue, solo per ragioni ideologiche. Il governo deve ascoltarci, non è una questione ideologica, politica o di partito, ma istituzionale» .

La lettera a Matteo Renzi - In concomitanza con la firma della Carta, i tre governatori hanno anche siglato una lettera in cui si rivolgono direttamente al premier, cui chiedono «un serio confronto su un problema che sino a oggi non ha trovato una soluzione, e rischia di aggravarsi sempre di più, alimentando paure, crisi sociali e problemi di sicurezza. Non si possono lasciare più soli gli enti locali - proseguono Toti, Maroni e Zaia - occorre affrontare un maniera organica e concorde i diversi problemi in atto in un’ottica di collaborazione».

La replica del Pd regionale - Quello di oggi è il primo di una serie di incontri cui i tre governatori parteciperanno. Il prossimo è fissato per venerdì 16 settembre a Pontida, in occasione della tradizionale festa della Lega Nord. E mentre si attende un’eventuale replica da parte del governo, a livello locale sono già arrivate risposte all’incontro di questa mattina, con Raffaella Paita, capogruppo del Pd in Regione, che ha definito il vertice «il nulla. E’ difficile ribattere sul niente, ho preferito lasciar perdere. Dall’incontro di oggi non è uscito nulla, se non qualche battutaccia a sfondo razzista e vecchie ricette che si sono già rivelate inadeguate. Parafrasando il compianto Fortebraccio: davanti a Villa Lo Zerbino si è fermata un’auto blu e non è sceso nessuno. Erano Toti, Maroni e Zaia».
 

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