Ilva, Fossati: «Risanare senza chiudere gli stabilimenti»

Il commissario straordinario della Provincia di Genova che Piero Fossati interviene in maniera sonora sulla questione Ilva alla vigilia dello sciopero di 24 ore previsto per mercoledì 10 ottobre 2012. Fossati ricorda l'auspicio del ministro Cancellieri

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - L’Ilva «deve fare il massimo per il risanamento e la riqualificazione degli impianti di Taranto ed è giusto che i gravi problemi aperti nella città pugliese vadano affrontati da tutti i soggetti istituzionali e dall’impresa con l’impegno, la decisione e la serietà necessari, però lo stabilimento non può e non deve chiudere con ripercussioni pesantissime anche a Genova e Novi Ligure, perché l’Italia non può perdere 20.000 posti di lavoro e il Paese non può rinunciare alla competitività industriale della sua filiera dell’acciaio».

Alla vigilia dello sciopero dei lavoratori dell'Ilva di Cornigliano, messaggio forte e chiaro dal commissario straordinario della Provincia di Genova che Piero Fossati lancia «nel massimo rispetto delle competenze della magistratura, del governo e di ogni altra istituzione, dell’azienda e  dell’articolazione di posizioni del movimento sindacale, peraltro unitissimo nella preoccupazione per quanto sta accadendo».

Risanare si deve «assolutamente per i cittadini e i lavoratori di Taranto – aggiunge Fossati - ma non è concepibile farlo chiudendo la fabbrica e interrompendo produzioni che alimentano tutta l’industria italiana. Sottoscrivo le parole ‘l’Ilva non deve chiudere perché altrimenti chiuderebbe la metà del Paese' pronunciate proprio a Genova qualche settimana fa dal ministro Cancellieri».

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