Il nuovo partito socialista italiano: “Scandroglio ha ragione”

Dopo il sì al governo tecnico, il garofano rosso appoggia, a Genova, la proposta del coordinatore regionale del pdl, Michele Scandroglio

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Un governo che metta insieme centrodestra e centrosinistra per risollevare Genova dalla crisi, lo scenario ipotizzato da Michele Scandroglio, coordinatore regionale del Pdl, in vista delle prossime elezioni amministrative non smette di far discutere. Entra nel dibattito infuocato anche il Nuovo Partito Socialista, alleato del centrodestra, che appoggia in toto la proposta dell'azzurro, considerata una grande occasione "per uscire dai ricatti estremisti di chi rema contro la città".

Per il garofano rosso genovese ha parlato Giuseppe Vittorio Piccini, segretario regionale, che ha sottolineato come le parole di Scandroglio vengano poco tempo dopo quelle pronunciate dal presidente della Repubblica che auspicavano nuovi scenari per le sinistre riformiste: «Importanti segnali di comprensione delle scelte maturate nella determinazione dell'assetto del Governo Monti stanno maturando anche a Genova, da sempre città laboratorio di trasformazioni politiche.

La riflessione sulla possibilità di "larghe intese" nel futuro amministrativo di Genova, delineata da Michele Scandroglio, giunge dopo che simili corde erano state toccate dal Presidente del Consiglio Regionale Rosario Monteleone. Mi permetto di allargare il dibattito partendo da una riflessione, non tardiva, sulle parole del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano contenute nella ormai nota intervista a Reset dove si rivendicava la storia di una sinistra legata al mondo del lavoro, una sinistra riformista che, ancora oggi, possa offrire nuove prospettive alle democrazie riconoscendo che forze autenticamente riformiste, sia di matrice socialista che liberale, si trovano oggi sparse tra gli schieramenti politici e sociali».

«Cosa serve a Genova? - ha continuato Piccini - che le forze sinceramente riformiste riprendano il dialogo e si impegnino a individuare i temi della crisi strutturale della città e le auspicate soluzioni, ma soprattutto a far emergere una squadra di amministratori slegata dai partiti e tecnicamente e culturalmente attrezzata a governare il cambiamento».
 

Insomma: il Npsi rimane nella galassia del centrodestra, e questo verrà ribadito anche nel Consiglio Nazionale del prossimo 19 gennaio a Roma, ma strizza l'occhio a tutti i partiti riformisti che vogliono allearsi per creare un'amministrazione tecnica alle prossime elezioni comunali.

 

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