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Salta la Gronda: non c'è il numero legale a Tursi, tutti alla festa del Pd

Slitta di sette giorni il dibattito sulla Gronda in consiglio comunale. Ha vinto la strategia attendista della maggioranza che con un escamotage ha sospeso la seduta

Genova - Ieri, martedì 11 settembre, si è tenuto a Tursi il primo consiglio comunale dopo la pausa estiva. Si inizia come si era finito, tra le polemiche.

L'argomento del giorno, e non poteva essere altrimenti, è stata la Gronda e soprattutto le presunte "strategie" attendiste della maggioranza. Al momento della votazione infatti presenti nella Sala Rosa c'erano solo 19 consiglieri, contro i 20 necessari da numero legale. E così tra l'imbarazzo generale il nuovo segretario generale Vincenzo Del Regno ha dovuto sospendere la seduta.

E così il dibattito sulla Gronda slitta di una settimana, sette giorni probabilmente indispensabili al centrosinistra per presentare una mozione alternativa che venga condivisa da tutta la maggioranza. Il tutto è stato possibile grazie all'inversione dell'ordine del giorno di ieri, che non ha messo come priorità la Gronda per via del concomitante dibattito sulla città metropolitana alla festa del Pd, alla quale la maggioranza avrebbe potuto partecipare solo grazie ad una chiusura anticipata del consiglio.

E così è stato, tra le vibranti proteste del centrodestra, con Matteo Campora (Pdl) in primis che ha parlato di «un tentativo goffo e autoritario di mettere il bavaglio alla minoranza». Gli fa eco Edoardo Rixi (Lega Nord) che accusa il centrosinistra di ritenere più importante la propria festa che il Consiglio Comunale.

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