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«La giunta Bucci vuole mettere fine all'esperienza dei municipi», l'opposizione promette battaglia

«Bucci sancisce con una modifica dello Statuto comunale l'avvio della demolizione del sistema decentrato», attaccano Pd e altri partiti dell'opposizione

La giunta Bucci

In una nota congiunta, i gruppi consiliari Pd Comune di Genova e Municipi, Lista Crivello Comune di Genova e Municipi, Linea Condivisa Municipi Genova e Leu Municipale Genova criticano la linea adottata dalla giunta Bucci verso i municipi.

«Per la giunta del sindaco Marco Bucci - scrive l'opposizione -, dopo un intenso lavoro di indebolimento del sistema attraverso i continui tagli alle risorse, il mancato coinvolgimento nelle decisioni e la sottrazione di competenze, è arrivato il momento di mettere fine alla preziosa esperienza di governo dei territori e di decentramento amministrativo, rappresentata dai Municipi. Proprio allo scadere del 2020, infatti, per ringraziare i Municipi del loro incessante lavoro tra pandemia, neve e alluvioni, Bucci sancisce con una modifica dello Statuto comunale l'avvio della demolizione del sistema decentrato».

«Una linea politica - prosegue la nota - che aveva già incontrato la contrarietà del consigliere delegato Stefano Costa, incaricato di dar luogo ad una riforma partecipata con i municipi, contrarietà sfociata nelle dimissioni di quest'ultimo. Un segno di protesta che ha lasciato indifferente il sindaco accentratore, infatti Bucci con la neo-assessora oggi cerca comunque di raggiungere il suo obbiettivo e il 30 dicembre partorisce una proposta di delibera per la modifica del sistema di decentramento municipale».

«Nel documento - scrivono Pd e gli altri partiti - i Municipi non sono più titolari della gestione dei servizi di base del territorio, ma ne curano l’erogazione; sempre secondo le modifiche proposte dalla giunta di centrodestra i Municipi non si occuperanno più dei servizi sociali e delle prestazioni sociali a rilevanza sanitaria, da individuarsi in sede regolamentare e dei servizi educativi – scolastici compresa l’area di età da 0 a 6 anni; viene anche abrogata la gestione del patrimonio comunale ad uso sociale e gli interventi di edilizia privata non soggetti a permesso di costruire, da individuarsi in sede regolamentare».

«Naturalmente non possiamo accettare un simile svuotamento di competenze per un ente territoriale che deve essere il primo punto di riferimento dei cittadini nel dialogo con l'amministrazione - conclude la nota -. Ecco perché già dal 31 dicembre siamo al lavoro, insieme all’intera opposizione, per costruire un percorso di contrasto alla delibera della giunta Bucci che dovrà essere approvato con una maggioranza qualificata in Consiglio Comunale».

A sua volta Gianni Crivello ha voluto precisare altri punti .«Ho deciso di intervenire dopo aver letto dichiarazioni e ricostruzioni politiche in riferimento ai ruoli dei Municipi che non corrispondono alle esperienze di questi anni - scrive Crivello - e che non trovano nessun riscontro nel programma elettorale del candidato Bucci e tantomeno nel documento programmatico del Sindaco in carica».

«Un primo esempio concreto - prosegue Crivello - nasce dalle affermazioni dei presidenti di centro destra che avrebbero dichiarato che la recente riforma sarebbe in contrasto con il programma della maggioranza. Cari presidenti di centrodestra, vi invito a trovare un solo rigo che indichi, nei  documenti citati, tali teorie».

«Il primo dato oggettivo è il seguente - scrive Crivello -: Bucci ha nominato un assessore con delega ai Municipi a dicembre 2020, quasi a fine mandato, dal 2017 in poi infatti se ne erano occupati due consiglieri delegati, rimossi dall’incarico con le tipiche modalità del sindaco-imperatore, ovviamente è inevitabile ricordare le sostanziali differenze tra il ruolo di un assessore e quello di un consigliere comunale delegato. È giusto rilevare che questa pseudo riforma interverrà pesantemente sui poteri dei Municipi, ridimensionandoli ulteriormente, riducendoli a passacarte di decisioni assunte tutte al “sesto piano” di Palazzo Tursi, ripeto al “sesto piano”, nell’ufficio di Bucci e non nella sala Rossa del Consiglio Comunale e tantomeno nella Sala Giunta Comunale. Tornando ad alcuni anni fa ricordiamo quanto urlò il candidato Bucci, colui che non ama definirsi “politico” ma “manager”, al teatro del Ponente a fine campagna elettorale: “…. io valorizzerò ulteriormente i Municipi, garantendo loro un finanziamento di 5 milioni cadauno all’anno, per un totale di 45 milioni ai 9 Municipi”, ipotesi ovviamente scomparsa nel nulla, come era ovvio si trattava di qualcosa di più di una “promessa da marinaio”, anzi la favoletta degli incrementi si trasformò in pesanti tagli ai bilanci municipali».

«A tale proposito - prosegue Crivello - è bene ricordare che la giunta Doria e il sottoscritto, quale assessore alle relazioni con i Municipi, oltre a confermare i noti 281.000 € di conto capitale, oggi in discussione,  decisero di integrare le  risorse citate nel 2014 con 200.000 €, nel 2015 con 400.000 €, nel 2016 con 400.000 €.  In  tre anni quindi i Municipi oltre ai  281.000 € poterono investire sul proprio territorio, per migliorare la qualità della vita della loro comunità: 1 milione di euro in più. Tale scelta fu azzerata e mai ripresa dal centro destra. lo sfido Bucci e la sua giunta a dimostrare il contrario. Esiste una sola verità che alcuni rischiano di sottovalutare mentre altri volutamente sottacciono: il valore della democrazia e della partecipazione. Le scelte istituzionali che spesso si intrecciano con lo Statuto e i vari Regolamenti, dovrebbero avere un unico obbiettivo: il buon governo della città e il coinvolgimento dei Municipi quali rappresentanti più che legittimi e vicini ai genovesi, la verità è che per la destra gli stessi Municipi non rappresentano il Comune sul territorio. Bucci e i suoi accoliti considerano i Presidenti, le Giunte, i Consigli Municipali non rappresentanti eletti democraticamente dai cittadini ma dei dipendenti, persone al loro “servizio”, insomma soggetti senza un minimo di autonomia politica. Si tratta quindi di una visione diametralmente opposta a quella della sinistra che crede nel coinvolgimento  dei cittadini, delle scuole, delle associazioni, del volontariato e  di quel ricco tessuto che fa di Genova una città che crede nella partecipazione attiva dei propri territori».

«Questa visione - continua l'ex candidato sindaco - che per noi è irrinunciabile per lui è un fastidio, una perdita di tempo, che disturba  il manovratore, come conferma il suo atteggiamento durante ogni Consiglio Comunale, assemblea istituzionale, eletta democraticamente dai cittadini, spesso svilita e sminuita nel suo ruolo».

«E allora battiamoci e lottiamo democraticamente - conclude Crivello -, insieme ai genovesi, con la convinzione e la consapevolezza che i Municipi devono avere più poteri e  più risorse. La democrazia non è una gentile concessione di Marco Bucci è un diritto acquisito che va difeso. Noi saremo a fianco dei nove municipi in maniera coesa e trasversale. Tuttavia abbiamo un sospetto, che temiamo si tratti di una certezza, ad oggi il centrodestra governa 3 Municipi su 9 per cui ridurre se non azzerare i poteri delle istituzioni municipali significherebbe ridimensionare in maniera pesantissima il ruolo dei 6 Municipi governati da maggioranze di centro sinistra e M5S, maggioranze alle quali Bucci vuole azzerare i poteri  e la visibilità in vista delle prossime elezioni amministrative del 2022».

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