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Giovannini a Genova: "Diga, entro martedì nuove proposte". Il punto sulla Gronda

Per il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili "se sarà necessario, si potrà attingere a quel bacino di 10 miliardi stanziati dal governo: vedremo che cosa scriveranno le imprese nelle loro proposte"

Giornata genovese per il ministro delle Infrastrutture e delle Mobilità Sostenibili, Enrico Giovannini: prima il sopralluogo alle aree del ribaltamento a mare in Fincantieri a Sestri Ponente, e poi lectio magistralis dedicata alla sostenibilità all'Albergo dei Poveri nell'ambito della Genoa Summer School.

La diga: "Imprese invitate a offrire entro domani nuove proposte"

A margine della visita a Fincantieri, Giovannini ha parlato della nuova diga di Genova, il cui primo bando era andato deserto tra le polemiche: "Le imprese sono state invitate entro domani a offrire nuovamente le loro proposte", con la promessa di fare martedì il punto della situazione.

"Alcuni prezzi anche dell'energia stanno rientrando come speravamo, anche se restano molto elevati - prosegue Giovannini -. Il problema, al di là della diga di Genova, è già stato affrontato dal governo. Questo tipo di interventi sarà ancora rafforzato per assicurare che tutte le gare, in particolare del Pnrr, non vadano deserte ma procedano".

Per quanto riguarda la diga, "martedì vedremo che cosa faranno le imprese - ribadisce il ministro -. Le risorse per gli eventuali extra costi sono già state trovate con gli interventi di questi mesi: oltre 10 miliardi sul 2022 per consentire alle gare di partire con i prezzi giusti. Nei prossimi giorni daremo notizia delle centinaia di gare di cui è competente il ministero che sono in fase di realizzazione. È importante anche vedere l'intera foresta e non guardare il singolo albero, anche se naturalmente la diga di Genova è un'opera iconica e assolutamente fondamentale".

Per questo, assicura Giovannini, "se sarà necessario, si potrà attingere a quel bacino di 10 miliardi stanziati dal governo: vedremo che cosa scriveranno le imprese nelle loro proposte".

La Gronda: "Si studia possibile via libera con affari correnti"

Per quanto riguarda la nuova Gronda autostradale di ponente di Genova "non è un progetto Pnrr: se non ci sono interventi normativi richiesti, ed è una delle analisi che si stanno facendo, il via libera può arrivare con gli affari correnti. Se, invece, fosse necessario un intervento normativo, allora richiederà una qualche decisione e si valuterà se all'interno degli affari correnti o meno".

Giovannini ha ribadito che "è un'opera molto importante e molto attesa con una serie di problematiche che tutti conoscono. Il lavoro tecnico è in corso da parte delle direzioni competenti. Gli uffici stanno lavorando e ne parleremo anche oggi pomeriggio con gli enti locali".

In giornata - a margine della Summer School - è arrivato anche il commento del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti: "La mia richiesta è che i cantieri della Gronda aprano il prima possibile, domani, dopodomani o la prossima settimana. Di Gronda se ne parla da troppo tempo, ora è il momento di formare i documenti e far partire un cantiere che ha tutte le condizioni per poter partire, con la nuova governance di Aspi con Cassa Depositi e Prestiti, il progetto esecutivo pronto sui tavoli ministeriali, le opposizioni al progetto ridotte al lumicino. Credo vi siano le condizioni tecniche, politiche ed economiche per aprire quel cantiere”.

“Eventuali ritardi fino all’insediamento della prossima legislatura – aggiunge il presidente della Regione Liguria - sarebbero l’effetto secondario di una crisi che continuo a considerare nefasta per le amministrazioni di questo Paese, per le Regioni e per le imprese. Interrompere una strada in mesi che sono fondamentali per far partire il Pnrr, il collegato Draghi allo stesso, la programmazione europea e gli investimenti governativi mette la città e la Regione di dover aspettare un mese e mezzo che sarà assai turbolento, qualora ci fosse bisogno del Parlamento”.

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