Domenica, 17 Ottobre 2021
Politica

Liguria Pride, Tursi ribadisce il no: «Troppe proteste sui social»

Niente patrocinio alla manifestazione per i diritti lgbt fissata per il 16 giugno. L'indignazione del Coordinamento Liguria Rainbow

Prosegue la polemica a Tursi per la decisione, da parte del sindaco Marco Bucci, di non concedere il patrocinio al Liguria Pride del 16 giugno: nel corso del consiglio Comunale diversi consiglieri dell’opposizione hanno portato in Sala Rossa interrogazioni in proposito, ma a rispondere è stata l’assessore all’Urbanistica, Simonetta Cenci, e non il sindaco Bucci, assente al momento della discussione.

«La concessione del patrocinio viene disposta dall’ufficio di gabinetto del sindaco, che in questo caso ha ritenuto di non procedere al rilascio perché in passato una fetta di popolazione si è sentita offesa da alcuni messaggi comunicati e pubblicizzati durante la manifestazione - ha spiegato l’assessore Cenci - Per questo motivo non è stato concesso il patrocinio, che comporta normalmente oneri a carico della pubblica amministrazione. Ribadiamo come giunta che non sono messi in discussione i valori della libertà di espressione né il sostegno alla comunità lgbt, e che non c’è contrarietà ideologica rispetto ad alcune manifestazioni che si terranno in città e alle quali ognuno sarà libero di partecipare secondo il proprio pensiero. L’amministrazione sarà impegnata a mantenere ordine, sicurezza e decoro. Segnaliamo nuovamente la disponibilità a incontrare il Coordinamento Liguria Colorata Pride e ad ascoltare i rappresentanti».

Una replica che ha scatenato le proteste dei consiglieri di opposizione, con Stefano Giordano (Movimento 5 Stelle) che ha tuonato in Sala Rossa che «insegnerò ai miei figli che il sindaco Bucci è il sindaco più ignorante della storia». La risposta del Comune non ha convinto neppure i rappresentanti del Coordinamento Liguria Rainbow, presenti numerosi sugli spalti, che hanno ribadito l’intenzione di organizzare ugualmente il Pride, totalmente autofinanziato: «Siamo venuti qui per ascoltare, pensavamo che la nostra presenza impedisse a certe persone di dire cose di cui avrebbero potuto vergognarsi - al momento siamo decisamente insoddisfatti, è stato detto in modo generico che siccome qualcuno si è lamentato dei contenuti e delle modalità del Pride scorso, allora il Comune non dà il patrocinio: risposta assolutamente insoddisfacente»

Presente anche Ilaria Gibelli, presidente del Coordinamento, che ha ricordato che già lo scorso anno il sindaco Bucci aveva annunciato che non avrebbe concesso il patrocinio né al Pride né alla Colorata Cena del 19 maggio: «Lo scorso anno siamo riusciti a “strappare” il patrocinio perché ci trovavamo in periodo pre e post elezioni - ha confermato Gibelli - Ci aspettavamo una decisione del genere, ma siamo preoccupati, soprattutto dalle reazioni alla scelta del sindaco, che sembra avere alimentato l’omofobia. Vogliamo ricordare ancora una volta che non c'è nessun onere economico da parte del Comune per la nostra manifestazione, tutti i costi sono sostenuti da noi, così come è successo nelle ultime 4 edizioni». 

I rappresentanti del Coordinamento hanno atteso il sindaco sino alle 16, quando il consiglio è stato interrotto per consentire l'incontro: Bucci ha ribadito il "no" al patrocinio, sottolineando di avere ricevuto diverse segnalazioni legate ai contenuti offensivi, anche «di natura religiosa», ma ha promesso che «se il prossimo Gay Pride dovesse svolgersi in maniera civile ed essere accettato dalla cittadinanza, potremo valutare, in futuro, di concedere il patrocinio: le cose possono sempre cambiare». Nessun accenno, invece, alla Colorata Cena, organizzata il 19 maggio per celebrare la Giornata Internazionale contro l'omofobia: anche in questo caso il patrocinio resta negato.

Approvato un ordine del giorno per regolarizzare la concessione dei patrocini

E proprio nel giorno in cui in consiglio Comunale si discute del mancato patrocinio al Liguria Pride, la giunta ha approvato un ordine "fuori sacco" legato alla concessione dei patrocini da parte del Comune: «Alla luce delle esige risorse a disposizione delle casse comunali appare opportuno limitare la concessione di patrocini a titolo oneroso da parte del Comune a iniziative che potenzialmente corrispondano a interessi pubblici concreti e collettivi», si legge nel documento, che impegna il sindaco e la giunta a proporre modifiche al regolamento vigente in materia di concessione di patrocini per definire «in maniera chiara e precisa i criteri» sia per quanto riguarda quelli gratuiti sia per quelli onerosi, «da sottoporre al vaglio delle competenti commissioni consiliari e dei municipi, e poi al consiglio Comunale per l’approvazione definitiva».

Quello per il Liguria Pride non è stato l’unico patrocinio di cui si è discusso nei gironi scorsi: anche la concessione della sala del Municipio Medio Levante al Ramo d’oro aveva sollevato parecchie polemiche, con l’assessore alla Cultura e al Marketing territoriale, Elisa Serafini, che alla luce dell’ideologia vicina alla destra radicale dell’associazione aveva espressamente chiesto al presidente Francesco Vesco di revocare la concessione della sala, accordata per la presentazione di un libro. Vesco dal canto suo aveva deciso di concedere la sala, ma non il patrocinio.

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