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Giovedì, 18 Aprile 2024
Politica

Eletto il garante regionale dei detenuti: è Doriano Saracino

Vicenda che aveva portato allo sciopero della fame del consigliere regionale Sansa, il consiglio ha eletto anche Andrea Campanile come garante delle vittime di reato

Il consiglio regionale della Liguria ha nominato Doriano Saracino garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale e Andrea Campanile come garante delle vittime di reato. Saracino, storico esponente della Comunità di Sant'Egidio, è stato eletto all'unanimità; l'avvocato del foro di Genova Campanile invece con 29 voti a favore e una scheda nulla a a scrutinio segreto.

Si conclude così una vicenda che si trascinava da diverso tempo e che aveva portato il consigliere regionale Ferruccio Sansa a fare lo sciopero della fame nel tenativo di accelerare i tempi per l'elezione del garante dei detenuti, come poi avvenuto. 

Soddisfatto il consigliere regionale Gianni Pastorino di Linea Condivisa: "Finisce così un percorso iniziato nel 2008 con la presentazione della legge, che poi io ho ripreso nel 2016. Grazie agli avvocati Alessandra Ballerini e Almerino Petrolati l'abbiamo riscritta, sono riuscito a farla approvare proprio alla fine della decima legislatura a luglio del 2020 colmando una mancanza che ci metteva fra le ultimissime regioni d'Italia per l'assenza di un garante dei detenuti. Ci sono poi voluti due anni di sforzi e pressioni per arrivare all'elezione di Saracino. Mi spiace solo di non essere riuscito a convincere l’opposizione a presentare la candidatura di Alessandra Ballerini che considero la miglior esperta di questioni carcerarie nel nostro territorio ma anche una delle maggiori esperte a livello nazionale. È stata comunque scelta una persona di valore. Credo fosse opportuno colmare questa lacuna: a ora, siamo certi, che i detenuti e le detenute, le loro famiglie, chi lavora in carcere a qualsiasi titolo, avranno un supporto e un confronto diretto con il nuovo garante".

Con un lungo post sulla propria pagina Facebook Doriano Saracino ha commentato: "Il consiglio regionale mi ha nominato garante dei diritti delle persone sottoposte a misure restrittive della libertà personale. Non semplicemente garante dei detenuti ma di tutte le persone che si trovano in una condizione di limitazione della loro sfera personale di libertà. Il pensiero va quindi, oltre che a tutte le persone che si trovano nei sei istituti penitenziari liguri, anche a tutte le persone che si trovano nelle Rems perché soggetti a problemi psichiatrici e sottoposti a misure di sicurezza, o sottoposti a Trattamento sanitario obbligatorio (Tso), o agli stranieri fermati sul territorio regionale, e segnatamente alla frontiera italo-francese e destinati ai Centri di permanenza per i rimpatri, ed ancora a chi si trova, per misura alternativa alla detenzione, in una comunità terapeutica o d'accoglienza. Il garante regionale inoltre, su delega del garante nazionale, può essere chiamato a vigilare anche su altre strutture, quali le strutture residenziali per anziani e per disabili".

"Per raggiungere l'obiettivo di un carcere costituzionalmente orientato alla rieducazione e al reinserimento - ha aggiunto - il trattamento non può essere contrario a senso di umanità. A ciò si giunge non solo vigilando affinché non vi siano violazioni dei diritti fondamentali della persona, ma anche operando perché vengano tutelati, con azioni positive, tutti quei diritti sociali quali l'istruzione, la salute, la formazione professionale ed il lavoro. Le carceri sovraffollate devono svuotarsi rendendo praticabili, ove possibile, le misure alternative alla detenzione, che hanno dato buona prova anche durante l'emergenza pandemica. Un carcere con un minor numero di detenuti però non basta: esso deve riempirsi di opportunità. Un carcere più giusto è un carcere che aiuta a reinserirsi, e quindi che produce più sicurezza per tutta la società. Perché questi siano obiettivi pienamente perseguibili, occorre che le diverse istituzioni entrino in dialogo: il provveditorato regionale dell'amministrazione penitenziaria, le direzioni delle carceri, le Asl, la polizia penitenziaria, i comuni, il mondo della scuola e quello della formazione professionale, così come è importante che le diverse figure di garanzia collaborino tra di loro: difensore civico, garante dell'infanzia, garante delle vittime di reato e garante delle persone sottoposte a limitazioni della libertà personale. In particolare, non vanno posti in contrapposizione le figure di garante delle persone private della libertà e quello delle vittime di reato: la direzione verso cui la giustizia italiana deve muoversi è stata indicata dalla riforma Cartabia, con la valorizzazione della giustizia riparativa".

"A questo fine - ha concluso sono fondamentali le varie associazioni di volontariato, comprese quelle che si occupano di donne maltrattate e di altre vittime di reati violenti, il terzo settore che opera in carcere, le cooperative di inserimento lavorativo, le associazioni culturali e sportive e le varie realtà che operano in questo delicato settore. Il mio impegno è quindi quello di incontrare al più presto tali realtà nonché di visitare quanto prima le carceri e le Rems della Liguria. Infine il mio pensiero va alle forze politiche che all'unanimità mi hanno votato. Interpreto tale voto come un segno di fiducia che diventa per me un impegno ad ad adoperarmi in costante dialogo con tutti i rappresentanti istituzionali perché la Regione Liguria possa adempiere ai propri impegni e promuovere al meglio i diritti di tutti, con particolare attenzione ai soggetti che a vario titolo sono assoggettati a misure restrittive: detenuti, tossicodipendenti con pene alternative alla detenzione, malati psichici sottoposti a misure di sicurezza, stranieri destinati ad essere rimpatriati, ma anche anziani e disabili. Nel mio percorso personale ho incontrato spesso persone con simili situazioni grazie alla Comunità di Sant'Egidio, e negli anni più recenti ho dedicato ad essi alcuni studi ed attività di ricerca. Ora sono chiamato ad assumere un ruolo diverso, quello di garante. Persone, diritti, libertà: queste le parole chiave del mio nuovo impegno".

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