Manifestazione Fincantieri: reazioni e dichiarazioni della politica

Repetto punta il dito contro la mancanza di interlocutori al Governo, anche Scialfa e Paladini (Idv) lamentano l'indifferenza di Roma. Comunicato da Palazzo Tursi

Tavolo di trattativa convocato dal Prefetto con le istituzioni e i sindacati. Martedì prossimo in tarda mattinata è stato fissato l’incontro a Roma con il ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani per affrontare la difficile situazione di Fincantieri. Dopo aver ascoltato l'intervento iniziale del rappresentante Fiom, è intervenuto il presidente della Provincia di Genova Alessandro Repetto:

“Alla gravità di questa drammatica situazione che costringe a subire una sempre più insostenibile incertezza per il futuro finanziario e occupazionale di questa città, accrescendo di giorno in giorno la tensione di lavoratori e cittadini, si aggiunge la totale e inaccettabile assenza di interlocutori governativi che rende impotenti noi amministratori locali".

"Gli accordi sottoscritti da Ministri sono infatti stati disconosciuti e questo rinnegamento priva di credibilità i rappresentanti del Governo, ponendo tutti noi, di fatto, di fronte a un muro invalicabile che non solo ci indigna ma, soprattutto, ci preoccupa seriamente. In questo senso mi fa piacere che il Ministro Romani abbia accolto la richiesta dei lavoratori e nostra e spero che all’incontro a Roma della prossima settimana si possa finalmente trovare una soluzione concreta e positiva per Fincantieri”.

Il presidente della Regione Claudio Burlando ha dichiarato al termine dell'incontro: "Sembra che il decreto per finanziare il ribaltamento a mare dello stabilimento sia pronto al ministero del Tesoro e che i fondi siano effettivamente disponibili – ha detto Burlando – il problema è quello di avere una commessa che consenta al cantiere di Sestri Ponente di mantenere una continuità produttiva. Da parte nostra l’impegno è totale".

Anche i consiglieri Idv Scialfa e Padalini con un comunicato congiunto tuonano: "Siamo di fronte a una situazione assurda con operai in mobilitazione, una città bloccata e migliaia di famiglie appese a un filo. E il Governo cosa sta facendo? Continua imperterrito nella sua latitanza, girandosi dall’altra parte per non vedere i reali problemi del Paese".

Da palazzo Tursi, invece, la Giunta di Marta Vincenzi fa un appello alla cittadinanza:

La protesta dei lavoratori del cantiere è fondata. Il disagio che manifestano deve essere colto; in caso contrario c’è il rischio di una separazione tra le istituzioni e i lavoratori. La prima scelta da fare è stare con i lavoratori e non farli sentire isolati. Far capire che le loro ragioni sono le ragioni dell’ intera città."

"La protesta dei lavoratori nasce dall'incrocio fra due problematiche - si legge nel comunicato di Palazzo Tursi - La prima è quella legata ai carichi di lavoro. La lotta unitaria dell’estate scorsa ha prodotto il rinvio del piano industriale di Fincantieri, ma il ritiro del piano non doveva essere la soluzione, bensì la premessa per una politica nazionale del settore, per cui il governo doveva dire che cosa fare per un nuovo piano industriale. È grave: non è successo. L’ Azienda inoltre sta tendendo a sviluppare una serie di accordi locali che contengono sia l’attribuzione di carichi di lavoro, sia la contrazione degli organici. Questo al di fuori della trattativa nazionale."

"La seconda è che Fincantieri a Genova ha ottenuto un importante risultato: il finanziamento della piattaforma a mare, premessa per un nuovo assetto produttivo. Oggi questa scelta non è ancora concretamente realizzata, mentre, drammaticamente, si riducono i carichi di lavoro e si priva il cantiere di commesse. Si rischia, perciò, la messa in cassa integrazione di gran parte dei lavoratori e la cessazione delle attività’ produttive".

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"Questo non è accettabile dai lavoratori, dalle organizzazioni sindacali, ma soprattutto dall’intera città. Occorre ottenere da Fincantieri un carico di lavoro che permetta la sopravvivenza produttiva del cantiere di Sestri Ponente al di fuori di ogni scelta che sarebbe punitiva per Sestri Ponente e l’intera città. L’incontro fissato al Ministero dell’Industria per martedì prossimo deve segnare un punto di chiarimento sia sui finanziamenti per il ribaltamento a mare, sia per le prospettive produttive della Fincantieri di Sestri Ponente.”

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