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La Fiera di Genova va in liquidazione, ma manterrà la sua vocazione

Con 20 voti favorevoli, in consiglio comunale ha approvato ieri un ordine del giorno per la messa in liquidazione della Fiera di Genova

Ieri il Consiglio comunale ha approvato all'unanimità un ordine del giorno presentato dall'Intergruppo Rete a Sinistra, che impegna sindaco e giunta a garantire il completo ricollocamento e mantenimento degli attuali livelli occupazionali della Fiera di Genova, confermando l'impegno da parte del Comune all'inserimento dei lavoratori nelle proprie società partecipate e sollecitando gli altri azionisti di Fiera, in primis Regione Liguria, che ha sempre espresso parte del management dell'azienda, a una responsabilità analoga.
 
Nell'ordine del giorno si sottolinea anche che il percorso di liquidazione non debba precludere il mantenimento della vocazione fieristica, con particolare riferimento al Salone Nautico Internazionale e all'esposizione internazionale Euroflora. Inoltre, viene chiesto a sindaco e giunta di individuare rapidamente, proseguendo il lavoro di integrazione con le aree e le funzioni del Porto Antico e d'intesa con gli altri soci di Fiera, il soggetto che possa coordinare e promuovere l'attività fieristico-espositiva mantenendo una grande attenzione anche alla valorizzazione degli eventi minori nel programma, soprattutto per l'indotto lavorativo creato dagli stessi. Per questo motivo viene chiesto di presentare entro il prossimo mese di luglio il piano di rilancio di tutte le attività.

L'ordine del giorno 'Linee di indirizzo per la messa in liquidazione volontaria ex articolo 2484 c.c. della società Fiera di Genova S.p.A. e per la risoluzione consensuale del contratto di locazione degli immobili ad uso fieristico' è stato approvato con 20 voti favorevoli: Anzalone, Caratozzolo, Malatesta (Gruppo Misto), Canepa, Farello, Guerello, Lodi, Pandolfo, Russo, Veardo, Villa (Pd), Chessa (Sel), Doria, Gibelli, Padovani, Pederzolli, Pignone (Lista Doria), Gioia, Repetto (Udc), Vassallo (Percorso Comune); 4 contrari: Bruno, Pastorino (Fds), Muscarà, Putti (M5s); 10 astenuti: Balleari, Grillo (Pdl), Boccaccio, Burlando, De Pietro (M5s), De Benedictis, Mazzei (Gruppo Misto), Gozzi (Percorso Comune), Salemi (Lista Musso), Piana (Lega Nord).

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