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Festa dell'Unità, continua la protesta: discorso Pinotti spostato per sicurezza

Il ministro della Difesa Roberta Pinotti non ha tenuto il suo discorso in piazza, bensì a Palazzo San Giorgio per motivi di sicurezza vista la protesta dei pacifisti contro gli investimenti statali per gli F35

Piccola disavventura ieri sera a Genova per il ministro della Difesa Roberta Pinotti che doveva intervenire per la sua intervista pubblica in uno spazio aperto alla Festa dell'Unità. Per ragioni di sicurezza il suo intervento è stato spostato a Palazzo San Giorgio.

Gli organizzatori temevano proteste contro l'acquisto dei caccia F35. Nei giorni scorsi, nel luogo dove era prevista l'intervista al ministro Pinotti, c'era stata infatti una protesta di un gruppo di antagonisti che aveva costretto gli organizzatori ad interrompere l'evento. Era stato necessario inoltre l'intervento delle forze dell'ordine e del servizio d'ordine della Festa.

Contrariata per il contrattempo il ministro ha sottolineato: «Sono dispiaciuta di non poter parlare alla Festa, ma quando si è ministro si dispone meno della propria libertà. E' doloroso non poter parlare tra la gente della mia città, non mi era mai capitato, c'è da interrogarsi».

L'intervista pubblica del ministro si è dunque tenuta a Palazzo San Giorgio e i pacifisti hanno ugualmente messo in scena una protesta, seppur pacifica, schierandosi a fianco del tavolo del ministro. Hanno esposto cartelli con la scritta 'No F35' e 'Questa ala costa cinque milioni', 'Questo abitacolo costa 15 milioni', 'Questo radar costa 10 milioni'. E' stata esposta anche una bandiera della pace.

Il ministro nel suo intervento ha comunque toccato tutti i tempi caldi della politica di difesa in questo momento, dall'Ucraina all'Iraq. «Non abbiamo deciso di dare armi all'Ucraina ma di dare altro materiale che ci è Stato richiesto - ha detto Roberta Pinotti e per quanto riguarda - i 100 uomini inviati nella zona, si tratta di 90 soldati della Folgore che partecipano a un'esercitazione della Nato nei paesi baltici decisa due anni fa. Fa discutere che si svolga vicino all'Ucraina».

Sull'Iraq , «nel caso i nostri aerei dovessero intervenire in per impedire che qualcuno spari su qualcun altro -precisa Pinotti - non avrei problemi a dire che quello va fatto, sarebbe un'azione militare, che bisognerebbe avere il coraggio di fare, ma ora non siamo in questa situazione, abbiamo deciso di dare una mano con le nostre armi a chi si deve difendere».

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