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Fereggiano, Porcile: «Metà detriti scolmatore per ripascimento spiagge»

Dagli scavi per lo scolmatore si ricaverà materiale per gli arenili e per Scarpino

Botta e risposta tra le associazioni dei balneari e l'assessore all'ambiente del Comune di Genova Italo Porcile. Dopo le polemiche su che fine faranno i detriti degli scavi per lo scolmatore del rio Fereggiano, arrivano le precisazioni dell'assessore: circa la metà del materiale proveniente dalla galleria di scavo per lo scolmatore del Fereggiano viene impiegato - come prevede il progetto del cantiere - per il ripascimento delle spiagge di corso Italia, Voltri e Vesima. La metà restante, fatto salvo lo scarto che non può essere riutilizzato, è destinato alle opere di bonifica della discarica di Scarpino e ad altri usi di interesse pubblico. «Le associazioni - dichiara l’assessore Porcile - oltre a conoscere da tempo queste modalità di utilizzo perché coinvolte in un percorso di condivisione, sanno anche che il progetto di ripascimento strutturale redatto dalla Provincia circa dieci anni fa è scaduto a livello autorizzativo. È questo il motivo per cui su tutte le spiagge di corso Italia è possibile effettuare soltanto tre ripascimenti stagionali, uno dei quali è stato appena ultimato, per un volume di 10 m3/m lineare di battigia come previsto dalla normativa regionale». 

Questi limiti valgono anche per la spiaggia libera di Voltri, mentre per le tre spiagge di Vesima, in buona parte pubbliche e a libera fruizione, si andrà a completare l’intervento di ripascimento strutturale progettato dal Comune e di cui sono stati recentemente portati a termine i primi due lotti funzionali. Gli interventi sugli arenili di corso Italia, essenzialmente occupati da società private e a cui compete la manutenzione ordinaria del tratto di spiaggia nelle propria disponibilità, verranno effettuati anche nel 2017 e nel 2018, mentre per quanto riguarda Voltri e Vesima i lavori sono previsti, così come da progetto approvato in consiglio comunale, a partire dalla seconda metà di settembre 2016 e completati nel 2017 e nel 2018. 

«Mi è parso quanto meno sorprendente - sottolinea l’assessore all’ambiente - il tono di denuncia lanciato dalle associazioni, quasi che il Comune stia male impiegando i soldi pubblici. L’utilizzo del materiale di smarino per la messa in sicurezza della discarica di Scarpino, oltre a consentire di rispettare una prescrizione rilasciata in sede di screening ambientale, permette di ridurre i costi a vantaggio di tutta la collettività. Giova ancora ricordare che le intenzioni del Comune circa le modalità di impiego dello smarino erano state illustrate in numerosi incontri anche con i rappresentanti balneari concordando con loro il percorso attuativo. Non bisogna dimenticare che i lavori dello scolmatore non hanno come priorità il ripascimento delle spiagge in concessione a terzi, ma la realizzazione delle opere idrauliche a tutela della pubblica incolumità».

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