Farmaci a base di cannabinoidi: una proposta di legge approda in Regione

Nella seduta odierna della terza commissione consiliare è stata approvata all’unanimità una proposta di legge, presentata da Sel e FdS, relativa alla possibilità di utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi nei malati sofferenti di dolore cronico

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Genova - Nella seduta odierna della terza commissione consiliare è stata approvata all’unanimità una proposta di legge, presentata da Sinistra ecologia e libertà e Federazione della Sinistra, relativa alla possibilità di utilizzo di farmaci a base di cannabinoidi nei malati sofferenti di dolore cronico e di altre patologie neurologiche.

«Si tratta di un notevole passo in avanti per la nostra Regione – spiega il presidente della commissione Sanità Stefano Quaini - e sono soddisfatto di come è stato condotto l’iter della proposta di legge in commissione, a cui apporrò la mia firma insieme a quella dei consiglieri IDV Scialfa e Piredda. È stato condotto un ciclo di audizioni esaustivo e molto utile che ha dato la possibilità ai commissari di essere edotti al meglio sulla materia, peraltro molto complessa e non priva di tecnicismi. La Liguria sarebbe la seconda regione italiana, dopo la Toscana, a dotarsi di una legge ad hoc su un tema così spinoso e spesso trattato in maniera superficiale e pregiudiziale, mentre i consiglieri della nostra Regione hanno dimostrato una notevole maturità e l’interesse fattivo nel voler offrire risposte concrete a malati sofferenti di patologie croniche molto insidiose. Facendo riferimento alla legge n.38/2010, che disciplina le cure palliative e la cura del dolore in Italia, ho proposto alcuni emendamenti che sono stati recepiti e che danno la possibilità di prescrizione ai medici specialisti di anestesia e rianimazione, oncologia e neurologia, oltre ai medici operanti nei centri e servizi di cure palliative, tenendo fermo il principio secondo cui l’approvvigionamento del farmaco in questione debba effettuarsi presso lo stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze, mentre ad oggi l’unica possibilità era quella di fare riferimento a livello sovranazionale. La strada è senz’altro ancora lunga e tortuosa, ma un passo fondamentale è stato compiuto e, da medico terapista del dolore, esprimo viva soddisfazione per un risultato così importante. A breve, inoltre, presenterò un'altra proposta di legge in tema di algologia, concentrandomi sulla cura del dolore acuto postoperatorio che rappresenta una sfida da vincere assolutamente e che merita un ulteriore progresso legislativo».

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