Erzelli, Rixi: «Dalla Regione nessuna risposta precisa sui finanziamenti»

Il candidato alla presidenza della Regione Liguria della Lega Nord e consigliere regionale ha presentato questa mattina un’interrogazione all’assessore allo Sviluppo Economico sul futuro del Parco tecnologico sulla collina degli Erzelli

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

«Abbiamo aspettato più di cinque mesi per avere una risposta del tutto insoddisfacente e lacunosa da parte dell’assessore Guccinelli che non ha chiarito particolari importanti sull’operazione Erzelli. Fino a oggi, a conti fatti, il progetto del Parco tecnologico sulla collina di Sestri Ponente si è rivelato un boomerang per l’occupazione della zona: pensiamo al ridimensionamento di Ericsson, al mancato trasferimento e sulle garanzie per i lavoratori di Esaote, ai danni subiti dai lavoratori Oms Ratto». Così è intervenuto Edoardo Rixi, consigliere regionale e candidato alla presidenza della Regione Liguria della Lega Nord, che questa mattina ha presentato un’interrogazione sull’operazione Erzelli.

«Ho chiesto risposte precise e dettagliate su come sono stati spesi, fino a oggi, i 250 milioni di euro chiesti in prestito a Carige: dettagli sui lavori eseguiti, a chi sono stati affidati, se con procedura di gara o direttamente, costo di consigli di amministrazione, consulenti e professionisti. La giunta Burlando continua a tacere. Nonostante le mie precise richieste di chiarimenti nel dettaglio, la risposta fornita dall’assessore Guccinelli è stata a dir poco evasiva. Eppure ci risulta che la giunta regionale si sia impegnata nella realizzazione di questo progetto con milioni di euro attraverso un prestito con la Carige e attenda ancora altre decine di milioni di euro da parte dell’Università. Inoltre, non è chiaro chi sia il vero regista dietro le quinte di questa ancora incompiuta operazione, vista la complicata composizione societaria fatta di fiduciarie, imprese di costruzioni con azionariati intricati che farebbero capo a Sopa, di cui si sa poco o niente».

«Nonostante l’idea della costruzione di un polo scientifico e tecnologico sulla collina di Erzelli, fra Sestri Ponente, Cornigliano e Borzoli, risalga alla fine degli anni Ottanta e che dagli anni 2000 – con la nascita della Genova High Tech (GHT), società che aveva come scopo proprio la finalizzazione del progetto Erzelli - sia iniziata l’operazione immobiliare, a oggi non abbiamo ancora visto un solo passaggio finalizzato alla creazione di una vera cittadella della tecnologia. Dopo anni di discussione ancora l’Università di Genova non si è insediata con un solo laboratorio, nessuna start up attivata e zero assoluto sul piano della commercializzazione dei brevetti, la vera ricchezza prodotta dell’Istituto Italiano di Teconologia che anzi il governo Renzi ha provato a trasformare in un ufficio dove sbrigare pratiche burocratiche, svilendone il know how di eccellenza».

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