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Burlando, Boffa e Morgillo delegati all'elezione del presidente della Repubblica

Il Consiglio regionale ha eletto, a scrutinio segreto, i rappresentanti della Liguria nell'elezione del nuovo presidente della Repubblica

Il Consiglio regionale ha eletto, a scrutinio segreto, il presidente della giunta Claudio Burlando, il presidente del Consiglio regionale Michele Boffa e Luigi Morgillo quali rappresentanti della Regione nell'elezione del nuovo presidente della Repubblica.

Sul totale di 37 presenti Burlando e Boffa hanno ottenuto 20 voti ciascuno, Morgillo 15 voti, Marsella un voto. c'è stata, infine, una scheda bianca.

Il capogruppo Melgrati, al termine della presentazione delle iniziative consiliari, aveva chiesto la sospensione della seduta per permettere ai gruppi di minoranza di consultarsi in merito alla votazioni dei tre delegati regionali. La richiesta è stata accolta dall'Assemblea.

Alla ripresa dei lavori Edoardo Rixi (Lega Nord Liguria-Padania) ha annunciato: «La minoranza ha trovato compattezza sul nome di una persona, con l'indicazione di non votare un candidato presidente che sia membro dell'attuale partito democratico». Rixi ha quindi rimarcato che «il ricompattamento di tutte le forze alternative al Partito democratico in questa Regione danno una precisa indicazione».

Roberto Bagnasco (Forza Italia) «Si è trovata convergenza su chi dovrà rappresentarci a Roma. Sul nome non c'è stato alcun dubbio. Abbiamo trovato anche forti elementi di convergenza, dal punto di vista politico, su come operare in sede romana. La nostra parte politica intende lavorare unita. Si tratta di un elemento importante e qualificante».

Alessio Saso (Ncd): «Non intendo smentire quanto detto da Rixi, ma credo che quella sul presidente della Repubblica sia una partita che ci supera» ha detto facendo riferimento alle consultazioni che stanno avvenendo a livello nazionale fra i leader del centro destra su questo argomento.

Aldo Siri (Liste civiche per Biasotti presidente): «Durante la riunione che abbiamo tenuto mi ha fatto piacere constatare che, per questa nomina del delegato per l'elezione del Capo dello Stato, ci sono tentativi di unitarietà del centrodestra, nel pieno rispetto del mandato elettorale».

Matteo Rosso (Forza Italia) ha manifestato il proprio gradimento per la scelta del candidato, «ma nel caso dovessero essere sottoposti al voto nomi lontanissimi dalle nostre posizioni e che io giudico inaccettabili – ha detto – il collega Morgillo sicuramente dimostrerà il suo equilibrio e moderazione».

Marco Melgrati (Forza Italia) ha sottolineato la valenza della scelta fatta, anche dal punto di vista istituzionale, poiché Morgillo, in qualità di vicepresidente del Consiglio, fa parte dell'Ufficio di presidenza. Ha auspicato che «sulla base di quanto confermato dai nostri rappresentanti a livello nazionale, si proceda all'elezione di un Capo dello Stato che sia rappresentante dei moderati, dopo tre presidenti fortemente connotati a sinistra».

Nino Miceli (Pd) ha ribadito che la maggioranza conferma la prassi ormai consolidata di indicare i massimi rappresentati della Regione, facendo ricadere la scelta sul presidente della giunta, Claudio Burlando, e su presidente del Consiglio, Michele Boffa. «Non so – ha detto – quanto sia possibile vincolarli con un mandato preciso: le dinamiche interne per l'elezione del presidente della Repubbliche sono sempre molto complesse. Il voto segreto nel tempo ha prodotto spesso qualche sorpresa». Miceli ha auspicato che l'indicazione del Pd fosse accolta dal resto della maggioranza.

Leggi anche Presidente della Repubblica, come viene eletto

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