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Elezioni 2013, Pdl: Berlusconi fa le liste, Scajola riunisce i suoi

Il ritiro della candidatura di Scajola ha creato un vero e proprio effetto domino all'interno del Popolo delle Libertà in Liguria. Molte le critiche alle liste presentate per Camera e Senato in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013

Genova - Il ritiro della candidatura di Claudio Scajola ha creato un vero e proprio effetto domino all'interno del Popolo delle Libertà in Liguria. Le liste presentate per Camera e Senato in vista delle elezioni politiche del 24 e 25 febbraio 2013 hanno creato non pochi malumori nel partito.

L'unico che può sorridere è Sandro Biasotti, capolista alla Camera. «È una grande soddisfazione essere primo in lista. Agli esclusi dico che ci sono sempre nuove occasioni. Io fui silurato nel 2006, ma ho avuto pazienza. La fronda? Conosco bene tutti a cominciare da Scajola, sono ottime persone e ottimi politici, credo possibile ricomporre le parti».

I due paracadutati dai vertici del partito, alla Camera Giorgio Lainati, uomo Mediaset e membro della commissione di vigilanza, e al Senato Augusto Minzolini, ex direttore del Tg1, entrambi inseriti in seconda posizione in lista, hanno scombinato completamente le carte in tavola. Eugenio Minasso e Michele Scandroglio sono slittati rispettivamente al terzo e quarto posto della lista per la Camera.

«Purtroppo abbiamo subito una invasione eccessiva per le risorse del partito in Liguria e ci sembra una cosa poco opportuna - ha detto Scandroglio -. Oggi a Roma con Minasso porteremo il nostro disappunto a Berlusconi e Alfano ma poiché siamo persone responsabili faremo il nostro dovere e sosterremo il partito». «Mi dispiace - ha detto Minasso - fino a poche ore prima della chiusura delle liste ero secondo, quindi sicuro eletto, poi sono stato retrocesso al terzo posto dove sono solo probabile eletto. Ma sono pronto alla sfida, il partito sa che porto tanti voti e riuscirò anche questa volta nell'impresa».

Minasso e Scandroglio si erano contrapposti a Scajola, e il loro scivolamento in lista, avvenuto in extremis, è considerato da molti la vittoria dell'ex ministro dopo la sua esclusione. Mentre il secondo ha scarse probabilità di entrare a Montecitorio, la sorte del primo dipende sempre dalle decisioni di Scajola e dei suoi, riuniti oggi in un vertice a Imperia. All'incontro potrebbe partecipare anche Franco Orsi, sindaco di Albisola Superiore e braccio destro di Claudio Scajola. Secondo alcune indiscrezioni, inizialmente Orsi era stato inserito in seconda posizione nella lista della Camera per tenere buono il fronte degli scajoliani, ma poi Alfano e Berlusconi hanno deciso di farlo fuori per dare spazio a Lainati.

Dura la reazione di altre due figure chiave del Pdl in Liguria. «Ormai è evidente: questa terra è diventata l'Abissinia del partito. Arrivano i coloni Lainati e Minzolini - ha detto Angelo Vaccarezza, presidente della Provincia di Savona -. Voterò liste collegate al blocco del centrodestra ma non Pdl. Come posso parlare dei problemi locali a Minzolini e Lainati?». «È vergognoso, la provincia di Savona non verrà rappresentata nel prossimo Parlamento, è la prima volta che accade - accusa Marco Melgrati, capogruppo in Regione del Pdl -. Non si possono paracadutare personaggi in una terra che è già avara di rappresentanti, alla Camera sicuramente voterò la Destra».

Al Senato a pagare le conseguenze maggiori dell'inserimento in lista di Minzolini è l'avvocato genovese Roberto Cassinelli, deputato uscente ora al terzo posto. La sua elezione pare quanto mai improbabile dato che, stando ai sondaggi attuali, i senatori Pdl prelevati dalla lista della Liguria saranno due, Berlusconi e Minzolini.

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