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Mercoledì, 25 Maggio 2022
Elezioni

Ucraina, Crucioli: "Bucci e Toti guerrafondai, Dello Strologo 'pacifinto'"

Il candidato sindaco della lista Uniti per la Costituzione critica l'atteggiamento di Comune e Regione, favorevoli all'invio di armi

La guerra in Ucraina anima il dibattito tra i candidati sindaco alle prossime elezioni amministrative a Genova. "Il Consiglio comunale - denuncia Mattia Crucioli, candidato sindaco della lista Uniti per la Costituzione - ha applaudito unanimemente la decisione del Governo di inviare armi in Ucraina: dal Parlamento fino all'ultimo Comune, tutti i rappresentanti dei partiti, dal Pd alla Lega, dal M5s a Fratelli d'Italia, hanno obbedito agli ordini americani accettando il rischio di escalation militare".

"Bucci e Toti - continua Crucioli - interrompono ogni rapporto, culturale e commerciale, di Comune e Regione con la Russia e si rammaricano solo di non poter sparare anche loro qualche colpo. Se Bucci e Toti, come i partiti che li sostengono, sono veri guerrafondai, Ariel Dello Strologo è un vero 'pacifinto': con la poca coerenza che l'ha già contraddistinto nella vicenda del trasferimento dei depositi chimici, si definisce un estremista della pace ma approva l'invio di bombe, missili e altri strumenti di morte a una delle parti belligeranti. Mai come ora centrodestra e centrosinistra sono due facce della stessa medaglia, degli stessi interessi e delle medesime inettitudini".

Infine, Mattia Crucioli sottolinea la sua posizione politica: "no all'invio di armi a una delle parti in campo, sì alla neutralità del nostro Paese, come recita l'articolo 11 della Costituzione che ripudia la guerra come metodo di risoluzione dei conflitti. Dobbiamo farci promotori di negoziati, per traguardare una pace giusta".

Crucioli è intervenuto anche sulla decisione del teatro Govi di Bolzaneto, storica sala della Valpolcevera, di non ospitare il terzo Festival internazionale di musica e letteratura russa, un evento per i 200 anni dalla nascita di Dostoevskji, come presa di posizione contro il conflitto in Ucraina. 

"Non è giustificata questa censura nei confronti della cultura russa - afferma il senatore Crucioli -. La caccia alle streghe non giova a nessuno e, in ogni caso, letteratura e cultura in genere non hanno niente a che fare con le aggressioni e quindi non devono essere boicottate".

Crucioli esprime anche la solidarietà, sua e di tutta l'Alternativa, a Marc Innaro, inviato della Rai a Mosca, oggetto di accuse pretestuose e infondate da parte di alcuni quotidiani e di esponenti del Partito Democratico che hanno deciso di presentare un'interrogazione in Commissione di Vigilanza Rai. "È inaudito che un giornalista venga accusato di essere sostenitore della propaganda russa per aver effettuato una cronaca puntuale basata sui fatti".

Innaro ha indicato, tra le cause dell'escalation russa in Ucraina, anche l'oggettivo allargamento verso est della Nato. "Né il Pd né i quotidiani che lo hanno accusato ingiustamente - afferma Crucioli insieme a tutti i parlamentari di Alternativa - possono manipolare una verità oggettiva o arrogarsi il diritto di censurare o marginalizzare chi non si esprime sulle loro stesse posizioni".

"Zittire le voci fuori dal coro - aggiungono - che non si allineino alla narrazione mainstream filogovernativa, come successo anche durante l'emergenza pandemica, è un pericoloso metodo di controllo e di compressione della libertà di opinione e di informazione. Un modus operandi, che fa il gioco di chi governa soffocando qualsiasi forma di contraddittorio e di dissenso".

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