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Alessandro Terrile

Alessandro Terrile

Comunali 2017, il Pd con Terrile: «Candidato unico senza Primarie»

La direzione provinciale del partito ha approvato un documento in cui si afferma la volontà di 'verificare se vi siano le condizioni per individuare unitariamente la figura che avrà il compito di guidare il nuovo ciclo amministrativo'

Stando alle rispettive dichiarazioni pubbliche e non, Alessandro Terrile, segretario provinciale del Partito Democratico, e Simone Regazzoni, aspirante sindaco di Genova, almeno su una cosa sono d'accordo: la speranza che Doria comunichi quanto prima le sue intenzioni in vista delle elezioni comunali 2017.

L'attuale Primo cittadino però anche ieri in occasione dell'assemblea provinciale del Pd non ha svelato i suoi programmi. Dunque per non perdere tempo ed evitare di pendere dalle labbra di Doria, i Dem ieri hanno trovato accordo su un 'Piano B' e deciso di puntare sulla via della candidatura unitaria, così come caldeggiato dal segretario provinciale.

Di certo la linea assunta non è quella auspicata da Regazzoni, che proprio ieri prima della riunione ha affidato a Facebook un post dal titolo «Basta farsi prendere in giro da Doria. La direzione Pd dichiari le Primarie».

L'ipotesi Primarie non è esclusa, ma pare evidente come una figura che sappia raccogliere i favori di un'ampia parte del partito e non solo possa rappresentare il candidato ideale al momento attuale. Al termine della riunione è stato redatto un documento, da cui estraiamo alcune righe.

Nel quadro attuale è evidente che le candidature, compresa anche quella eventuale del Sindaco uscente, dovranno passare per le primarie. Tuttavia, prima delle primarie deve esserci la politica. Per questa ragione crediamo necessario convocare rapidamente le forze politiche di centrosinistra per condividere insieme con loro la possibilità di costruire una impostazione, un programma comune, e verificare se vi siano le condizioni per individuare unitariamente la figura che avrà il compito di guidare il nuovo ciclo amministrativo, senza passare per le primarie.

Di certo il primo obiettivo dei Democratici è non ripetere gli errori e la debacle delle Regionali. Regazzoni, ex portavoce di Raffaella Paita, è stato il primo a rompere gli indugi e proporsi alla guida della città. I vertici locali del partito non l'hanno presa bene e la tensione è sfociata nel documento di ieri.

Dall'altra parte Terrile, seppur non sempre coerente a se stesso, ha avuto il merito di tenere unito il partito dopo la burrascosa esperienza delle ultime elezioni Regionali e relative Primarie. Per questo il giovane segretario è molto apprezzato dai suoi colleghi, che ieri non gli hanno messo i bastoni fra le ruote in assemblea, assecondando la linea proposta.

Doria forse davvero non sa ancora cosa fare. Se cinque anni fa si è ritrovato a guidare la città senza forse nemmeno aspettarselo, ora, alla luce dell'esperienza vissuta, potrebbe anche decidere di riproporre la sua candidatura, anche in funzione di quello che succede intorno a lui.

Forse per capire quale nome proporrà il centro sinistra alle prossime amministrative, oltre a chiedersi che cosa intende fare Doria, sarebbe da cominciare ad affiancare lo stesso quesito ad altri nomi, magari che godono di maggiore consenso. A gennaio ci sarà una nuova direzione provinciale. To be continued.

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