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Primarie Genova, Villaggio su Doria: «Genova non vota per l'uomo qualunque»

L'attore analizza il risultato delle elezioni appena trascorse: «Non è un voto di protesta ma ci mette in guardia da quel tipo di politica truffaldina da noi subita». Poi invita il Pd al rinnovamento

La vittoria di Marco Doria alle primarie del centrosinistra a Genova sta suscitando un vero e proprio terremoto all'interno del partito. Da destra come da sinistra si sprecano le congratulazioni, i commenti, i perché e i percome ancora una volta un candidato di Sel ha stravinto sui rivali scelti dal partito.

Paolo Villaggio ha la sua spiegazione: «la cultura politica di questa città è sempre stata molto più matura di quella del resto del Paese. Non è un voto di protesta ma ci mette in guardia da quel tipo di politica truffaldina da noi subita». Dalle pagine del Fatto Quotidiano, l'attore genovese spiega il voto a Doria «forse perché è un nobile. E poi, appunto, rappresenta un sicuro rinnovamento». Anche se le garanzie non mancano; i cittadini, secondo Villaggio, non sono facili da abbindolare. «Genova - prosegue Villaggio - anche se ha voglia di cambiamento non vota per l'uomo qualunque».

Al rinnovamento dovrebbe guardare, secondo il comico, anche il partito democratico, divenuto ormai a tutti gli effetti parte integrante della politica italiana. Questa constatazione suona alquanto amara, ci azzardiamo a interpretare. Sembra richiamare a un qualcosa di cui la gente forse non ha più granché voglia.

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