Comunali Genova 2012, Saveri: lavoro, ripartire da ciò che già esiste

Simonetta Saveri, candidata sindaco alle elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012 a Genova, interviene sulla festa dei lavoratori del primo maggio. «Fincantieri e Ansaldo sono tra le realtà industriali più significative»

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di GenovaToday

Simonetta Saveri, candidata sindaco alle elezioni comunali del 6 e 7 maggio 2012 a Genova, interviene sulla festa dei lavoratori del primo maggio.

Fincantieri e Ansaldo sono tra le realtà industriali più significative di Genova; industria significa innovazione, ricerca e mercato estero. Fincantieri è, fra i cantieri navali, al 5° posto nel mondo come volume produttivo; i primi 4 posti sono occupati da società coreane; la seconda società europea è tedesca ed è al decimo posto.

Ansaldo è un’eccellenza mondiale a molti livelli; basti pensare alla recentissima metropolitana di Copenaghen costruita da Ansaldo Sts ed alla prossima metropolitana di Honolulu di prossima costruzione. Ansaldo Energia costruisce impianti in tutto il mondo, specialmente là dove è possibile realizzare tecnologie legate all’energia nucleare.

In questi giorni si fa un gran parlare della possibilità di vendere a privati proprio Ansaldo Energia, un’azienda con prospettive di guadagno, attualmente al 55% di possesso dello Stato italiano e al 45% con capitale privato straniero.

Vendere Ansaldo Energia a privati, specialmente stranieri, probabilmente appartenenti alla concorrenza, vorrebbe voler dire rischiare che vengano spostati o annullati gli spazi di progettazione, la testa pensante dell’azienda, lasciando a Genova le manifatture, le officine.

Vorrebbe voler dire che i giovani ingegneri, i tecnici, i futuri manager saranno obbligati a cercare lavoro altrove, che i manager verranno dall’estero, che mancherà un banco di prova per chi vuole imparare l’arte di coordinare, di organizzare il lavoro di migliaia di famiglie genovesi.

La crisi del Cantiere Navale di Sestri Ponente è una ferita per tutta la nostra città e tante persone in questi giorni sentono che il loro posto di lavoro è a rischio. Occorre al più presto puntare su produzioni diversificate e su nuovi progetti in attesa di ricevere le sospirate commesse di navi. Industria e politica devono allearsi su questa strada, facendo ognuno la propria parte e programmando il futuro. I lavoratori e le loro famiglie hanno diritto ad avere risposte certe.

E' importante che chi lavora nelle aziende si senta in qualche modo artefice del proprio futuro e di quello dell'azienda, nel bene e nel male. Si deve ricostruire il rapporto tra chi i posti di lavoro li crea e gestisce e chi offre la manodopera, un rapporto tra persone che si possono guardare negli occhi e che non si comunicano solo per posta o tramite comunicati stampa; bisogna avere il coraggio di affrontare le crisi e i problemi insieme.

Genova ha ancora molte risorse, che esistono e fanno parlare di Genova nel mondo; non svendiamole, teniamocele strette, miglioriamole; il Comune, la Regione, lo Stato devono sostenere queste realtà.

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