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Giovedì, 19 Maggio 2022
Elezioni Centro / Largo Eros Lanfranco

Presidio in piazza contro l'ipotesi Berlusconi al Quirinale

La manifestazione è promossa da Lista Sansa e Genova che osa. L'appuntamento è venerdì 21 gennaio alle 17

Lista Sansa e Genova che osa lanciano il presidio in piazza per dire no all'ipotesi di Silvio Berlusconi al Quirinale. L'appuntamento è venerdì 21 gennaio alle 17, in largo Eros Lanfranco (di fronte alla prefettura di Genova).

Al presidio in piazza sono invitati tutti i cittadini, le cittadine, i partiti, i movimenti, e le associazioni che non si sentono rappresentate da Silvio Berlusconi come ipotetico Presidente della Repubblica. E che trovano sconcertante solo il fatto che possa essere stato valutato come possibile candidato.

A tutti i partecipanti verrà richiesto, oltre a mascherina e distanziamento, di portare un cartellone, un foglio, una maglietta o un palloncino con su scritto #nonmirappresenta e i motivi della contrarietà all'ipotesi Berlusconi al Quirinale.

"Noi italiani non siamo rappresentati da un pregiudicato per frode fiscale - spiega Ferruccio Sansa, capogruppo dell'omonima Lista in Regione -. Da un uomo che, come riportato da tutte le cronache e le sentenze definitive, ha collezionato amnistie per falsa testimonianza, prescrizioni per finanziamenti illeciti, compravendita di senatori e che era iscritto alla P2. Un uomo che ha fatto sentire offese milioni di donne in Italia. Noi non siamo così. Usciamo da una fase terribile della nostra storia e vogliamo un volto nuovo e pulito per rappresentarci".

Sulla stessa lunghezza d'onda di Ferruccio Sansa, il pensiero di Stefano Gaggero di Genova che osa. "Ci opponiamo all'idea di Berlusconi come presidente della Repubblica per quello che rappresenta - spiega -. In 20 anni da leader del centrodestra ha imposto in Italia la logica delle disuguaglianze, con politiche volte a favorire pochi privilegiati lasciando indietro tutti gli altri. Come genovesi, in una città dove la questione giovanile assume una dimensione drammatica, non ci sentiamo rappresentati da chi ha promosso in modo sistematico la logica del merito, che tenta di rendere accettabile le disuguaglianze e la competizione con gli altri, e ha smantellato la scuola pubblica".

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