Marika Cassimatis candidata presidente alle prossime regionali

L'ex grillina si presenta con la lista civica Base Costituzionale. Nel 2017 a estrometterla dalla corsa per Palazzo Tursi sarebbe stato un like su Facebook a un post di Rifondazione comunista

Marika Cassimatis, ex M5S, oggi aspirante candidata presidente della Liguria con la lista civica Base Costituzionale, è intervenuta ai microfoni della trasmissione 'L'Italia s'è desta', condotta dal direttore Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Riguardo la presentazione della sua lista civica Base Costituzionale per le elezioni in Liguria. «In Liguria stanno modificando la legge regionale - ha spiegato Cassimatis -. Finchè non sarà completata questa modifica, noi non possiamo iniziare la raccolta delle firme per presentare la lista. Le elezioni saranno il 20 settembre e bisogna presentare le liste entro il 20 agosto. Siamo in attesa quindi».

Nel 2017 gli iscritti del Movimento 5 Stelle avevano scelto Cassimatis con un voto sul blog come candidata sindaco di Genova. Poi però un post di Beppe Grillo dal titolo 'Fidatevi di me' sconfessò il responso della base, annullando quella votazione. «Bisognerebbe chiedere a lui perché non si fidasse di me, visto che non è mai stato chiarito - ha spiegato Cassimatis -. Sono andati a spulciare sui miei social e hanno detto che ero colpevole di aver messo un like a un post di Rifondazione comunista su facebook. L’ipotesi è che ci doveva essere un candidato morbido, pronto a fare tutte le giravolte che sono state poi fatte da quel momento in poi. Si è visto che anche altri candidati che sono stati eletti sono poi usciti dal Movimento anche in modo brusco, perché oggi è richiesta un’obbedienza cieca al vertice. Dalla democrazia diretta si è passati ad un partito verticista. La mia vicenda poi è finita in tribunale. Quando è stata cancellata la nostra lista, c’era uno statuto che diceva cose diverse, cioè che chi aveva vinto il voto sul blog aveva automaticamente la possibilità di partecipare. Con l’avvocato Borrè abbiamo fatto un ricorso che è stato accolto. Oggi hanno cambiato lo statuto e c’è scritto che l’ultima parola spetta al capo politico. Non c’è più l’uno vale uno».

Quando ancora l'accordo tra M5S e Pd su Sansa non era certo, Cassimatis commentava così: «Che non ci fosse una grande simpatia di Grillo per Sansa è noto, anche perché il padre di Sansa, che è stato sindaco di Genova, ha la villa confinante con quella di Grillo. Ci sono state anche liti e cause legate a presunti abusi, con la costruzione di una piscina».

Di Battista potrebbe rifondare il vecchio M5S. «A Di Battista - conclude Cassimatis - è andata bene qualunque cosa in questi anni, è vero che si è tenuto un po’ in disparte, ma non ha contrastato il cambiamento che ha fatto il M5S. Quindi non lo vedo credibile. Molti attivisti della prima ora non ci sono più, non seguono più il M5S. Noi come Base Costituzionale stiamo lavorando, cercando di portare avanti le stesse istanze».

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