Giovedì, 23 Settembre 2021
Elezioni regionali 2020

Regionali, nessun "big" da Roma alla direzione ligure Pd

L'assemblea Dem dovrà decidere con quali partiti presentarsi alle elezioni, visto che l'ipotesi della coalizione più allargata possibile - da Italia Viva al M5s passando per la sinistra - è sfumata

È iniziata senza nessun "big" da Roma, la riunione della direzione regionale del Pd convocata martedì sera per prendere una decisione sulle alleanze dopo mesi di stallo. Alla fine, seppur fosse atteso, nessun membro della segreteria nazionale e nessun parlamentare ligure (nè l'ex ministro Roberta Pinotti nè il vicesegretario nazionale Andrea Orlando) si è fatto vivo in collegamento streaming, per partecipare a un incontro decisivo per dirimere le questioni interne al partito.

La direzione regionale del Pd - composta da un'ottantina di membri - si dovrà presumibilmente esprimere in serata su quale tipo di coalizione preferisce proporre alle elezioni di settembre.

Le ipotesi in campo sono diverse, anche se nessuna può essere unitaria: prediligere l'alleanza con i moderati e Italia Viva vorrebbe dire andare verso la figura di Aristide Fausto Massardo, ex preside di Ingegneria. Perdendo probabilmente la sinistra. Per contro, esprimersi per l'alleanza con la sinistra e il M5s (che pure aveva espresso la sua preferenza per Massardo in un comunicato stampa, salvo poi tornare sui suoi passi) vorrebbe dire dirigersi verso Ferruccio Sansa, giornalista del Fatto Quotidiano, nome che non dispiace neppure ad alcuni membri del Pd nazionale che però non sono presenti alla riunione. Sembra ormai impossibile invece convergere sull'ipotesi della coalizione più allargata possibile, rappresentata da un "quarto nome": la figura di Paolo Bandiera, dirigente Aism, è stata bocciata da M5s e Italia Viva. 

Una decisione non facile, perché in ogni caso comporta il fatto che Pd, Campo Progressista, M5s e Italia Viva non riusciranno a presentarsi uniti, nonostante mesi di estenuanti trattative. Dopodiché, nei prossimi giorni, non resterà che chiudere gli accordi con gli alleati e andare automaticamente - colpi di scena permettendo - incontro a uno dei due nomi rimasti sul tavolo.

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