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Regionali 2020, accordo in salita: nuova riunione tra i "giallorossi" nel pomeriggio

In arrivo oggi un'altra giornata di confronti

È una trattativa lunga e difficile quella che si sta svolgendo in queste ore a Roma per decidere chi sarà il candidato della coalizione "giallorossa" che si presenterà alle elezioni in Liguria.

Mentre ieri (martedì 9 giugno) sarebbe tornato in pole position il nome di Ferruccio Sansa, che nella Capitale ha raccolto il sostegno della segreteria nazionale del Pd, e di parte dei vertici nazionali dei 5 Stelle, oggi è stato il Pd ligure - dopo una lunga riunione - a bocciare nuovamente il nome del giornalista del Fatto Quotidiano.

Per la precisione, da ieri a Roma si trovano il segretario regionale Dem Simone Farello, il consigliere regionale di Linea Condivisa Gianni Pastorino, il deputato di LeU Luca Pastorino, il segretario regionale di Articolo Uno Moreno Veschi il capogruppo del M5S in Comune di Genova Luca Pirondini e il deputato grillino Marco Rizzone. Con loro, i vertici romani: per il Pd il vicesegretario nazionale Andrea Orlando, per i 5 Stelle il capo politico Vito Crimi, il leader nazionale di Sinistra Italiana Nicola Frantoianni e il segretario nazionale di Articolo Uno Arturo Scotto.

Ma il "via libera" a Sansa giunto dalla segreteria nazionale Pd non è andato bene a gran parte dei circoli territoriali in Liguria, che pure sostengono la necessità di trovare un accordo che non strappi la coalizione giallorossa, frutto di mesi di lavoro sul territorio, primo esperimento del genere a livello regionale in Italia. E infatti, dal Pd ligure, riunito in un incontro straordinario mercoledì mattina, è arrivato un altro "no" a Sansa. E le trattative dunque continuano anche nel pomeriggio.

L'ala più a sinistra della coalizione appoggia da sempre il nome del giornalista, che invece non incontrerebbe il favore di Italia Viva (che trova nella parlamentare Raffaella Paita il massimo esponente ligure) pronta a correre da sola candidando Elisa Serafini, ex assessore della giunta Bucci, e incassando il sostegno anche di +Europa. All'interno dello stesso Pd in Liguria, il nome di Sansa è considerato da più parti divisivo, un nome non in grado di riunire le varie anime del partito, soprattutto quella più moderata.

Insomma, mancano ancora alcuni passaggi tutt'altro che semplici, ma l'intenzione da parte di tutti sarebbe quella di non ritornare a Genova senza aver raggiunto un accordo su un nome.

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