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Comunità ecuadoriana genovese in piazza: "Corteo per la democrazia dopo i problemi al voto telematico"

Sabato 26 agosto alle ore 16 da Caricamento a De Ferrari: "Blocco completo della possibilità di voto, a Genova hanno potuto votare solo 1.564 persone su 13.700, nel 2021 avevano votato 5.588 cittadini"

La comunità ecuadoriana genovese ha lanciato un corteo di protesta dopo i problemi avuti con il voto telematico per i residenti all'estero alle recenti elezioni del Paese. "In un'importante dimostrazione di impegno civico e unità, cittadini, attivisti e organizzazioni sociali di cittadini ecuadoriani residenti nella città di Genova - si legge nella nota - si uniranno per protestare contro uno dei più gravi episodi nella democrazia ecuadoriana. Convochiamo un corteo civico e pacifico". L'appuntamento è per sabato 26 agosto 2023 alle ore 16 presso Piazza Caricamento, per poi raggiungere piazza De Ferrari attraversando via San Lorenzo.

Il 20 agosto 2023, in Ecuador, si è tenuto il voto telematico per eleggere le cariche di presidente, vicepresidente, e 137 parlamentari. Tra questi ultimi, sei sono i rappresentanti dei quasi tre milioni di migranti che abitano nelle tre circoscrizioni estere riconosciute dallo stato: Europa, Oceania ed Asia con 252.367 votanti, Canada e USA con 127.693 votanti, ed infine America Latina, Caraibi ed Africa con 28.872 votanti, per un totale di 409.250 cittadini (3,04% dei votanti a livello nazionale). "Ciò che voleva essere un passo significativo verso l'innovazione nell'esercizio dei diritti democratici - prosegue la comunità genovese - si è dimostrato un caos in quanto dopo la giornata elettorale soltanto 51.623 migranti aventi diritto al voto sono davvero riusciti a votare secondo quanto dichiarato dall’organismo responsabile delle elezioni, il Cne. Confrontando i dati delle ultime elezioni presenziali, con un numero simile di aventi diritto al voto, vediamo che da circa il 32% di affluenza nel 2021 (133.988 votanti), c’è stato un drastico calo al solo 12,6%".

Ad oggi il CNE Consiglio elettorale nazionale dell'Ecuador, ha soltanto riconosciuto attacchi informatici al momento dell’inizio delle votazioni, ma tuttora sostiene che il sistema abbia permesso di votare a tutti quelli che entravano all’apposita piattaforma (https://www.voto-telematico.cne.gob.ec/). "Ma noi - incalzano dalla comunità ecuadoriana - abbiamo vissuto sulla nostra pelle non solo la difficoltà per registrarsi al voto da parte di persone con poca dimestichezza tecnologica, ma anche un completo blocco della possibilità di voto dalle 10:00 (ora Italia) fino la fine del processo alle 19:00. Solo a Genova, dove i registrati al voto sono circa 13.700 cittadini, sono riusciti a votare 1.564 persone in confronto alle 5.588 delle presidenziali del 2021. Questo evento doveva essere attentamente monitorato sia a livello nazionale che internazionale, poiché ha introdotto una nuova modalità di partecipazione elettorale, non ben chiara per la maggior parte degli elettori. L'esperimento ha coinvolto una campagna di sensibilizzazione da parte degli organismi consolari in tutto il mondo, ma anche da parte della stessa comunità che grazie a centinaia di volontari. Infatti, si è raggiunto un numero di 123.851 iscritti abilitati per il voto telematico, in Europa, cioè il 30,2% degli aventi diritto al voto, un numero molto vicino alla percentuale di affluenza del 32% alle elezioni del 2021. La sensibilizzazione si è focalizzata non solo al registro, ma anche all’educazione degli elettori sull'utilizzo delle piattaforme digitali, per garantire una partecipazione informata".

E poi la conclusione: "Il diritto al voto è un pilastro fondamentale di qualsiasi società democratica, un mezzo attraverso il quale i cittadini possono esprimere le opinioni, influenzare il processo decisionale e contribuire attivamente alla costruzione del futuro del proprio paese. Nel caso particolare dei migranti ecuadoriani, hanno anche la possibilità di scegliere parlamentari che li possano direttamente rappresentare, quindi questa mancanza di accesso al voto è una grave violazione alla democrazia. Durante il corteo, vogliamo raccogliere le testimonianze dei cittadini ecuadoriani che a Genova sono rimasti bloccati nel voto telematico, non riuscendo ad esprimere il loro voto. Chiediamo alle autorità del CNE Consejo Nacional Electoral, in Ecuador che per il ballottaggio di ottobre 2023 si torni alla modalità presenziale, e che il voto esclusivamente telematico sia spostato per quando ci saranno delle vere garanzie per i votanti".

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