Martedì, 18 Maggio 2021
Elezioni comunali 2017

Doria getta la spugna: «Non mi ricandido». Ma per ora niente dimissioni

Dopo la clamorosa bocciatura della delibera su Amiu, il sindaco scopre le carte in vista delle prossime elezioni comunali e conferma che non correrà per un secondo mandato

«Non intendo ricandidarmi alle prossime elezioni»: questa la decisione del sindaco Marco Doria al termine delle ore di tensione e incertezza trascorse dalla bocciatura della delibera sulla fusione tra Amiu e Iren, da lui fortemente voluta e che alla fine gli si è ritorta contro.

L’annuncio, atteso orma da settimane, è arrivato dopo la riunione con giunta e maggioranza convocata a Tursi dopo il voto di ieri in consiglio Comunale, ma stando alle parole di Doria la decisione non sarebbe legata alla sconfitta in Sala Rossa: «Si tratta di una scelta maturata da tempo e comunicata e discussa con chi mi ha sostenuto, senza farla diventare pubblica alimentando anzi tempo quel clima da campagna elettorale permanente che tanto nuoce al nostro Paese - ha scritto il sindaco - Con immutata passione non intendo sottrarmi all’impegno per costruire per Genova un credibile schieramento di centrosinistra aperto alla società civile».

Doria ha poi affrontato il discorso delle paventate dimissioni, rimettendo la decisione nelle mani della giunta: «Con lo stesso spirito di servizio e senso di responsabilità nei confronti della città e del Comune, sto valutando l’effetto che avrebbero oggi le mie dimissioni. Una valutazione concreta e circostanziata delle ricadute di un commissariamento dell’amministrazione a pochi mesi dal voto sulla operatività del Patto per Genova o del bando periferie, sulla possibilità di far arrivare e di impiegare al più presto a Genova i fondi che il Comune ha ottenuto dal governo. E ancora un esame non superficiale del disastro che il voto irresponsabile di ieri crea per Amiu, per la Tari, e per i suoi impatti sul bilancio del Comune in via di definizione. Egualmente considero gli effetti di una gestione commissariale della Città Metropolitana, che (allora come Provincia) ha vissuto in tempi recenti una lunga stagione di commissariamento».

Decisione rimandata, dunque, e legata al "clima", ma soprattutto alle alleanze, strette tra i corridoi di Tursi: «Sulla base di tali non affrettate ma comunque rapide analisi, per un’assunzione di responsabilità nei confronti della città, è necessaria una condivisione di questo percorso e soprattutto di questo spirito ancora una volta di servizio, da parte di soggetti politici e della società civile e di quei consiglieri comunali che non intendono seguire logiche di contrapposizione politica, ma vogliono lavorare sino all’ultimo sui diversi problemi della nostra comunità - ha spiegato Doria - Questa condivisione deve essere chiara ed esplicita e tale da giustificare l’opportunità per alcuni mesi di un’azione amministrativa rigorosa e non delegata a un commissario di governo».

Di certo c’è che il mandato, per Doria, si chiude con amarezza, come da lui stesso ammesso all’indomani di un voto che ha definitivamente chiarito gli equilibri in Comune: «Il voto del consiglio Comunale su Amiu ha determinato una situazione assolutamente grave di cui è doveroso prendere atto. Si è così minata e si chiude un’esperienza nel corso della quale sono state affrontate, tra mille difficoltà, con serietà e onestà, tante complesse questioni e si sono ottenuti importanti risultati».

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