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M5s, Luca Pirondini rompe il silenzio: «Pronti a riprenderci Genova»

Il direttore d'orchestra che ha "spodestato" Marika Cassimatis nella corsa alla carica di primo cittadino scende in campo su Facebook ed elenca i 12 punti del suo programma

Dopo una settimana di silenzio, Luca Pirondini, candidato sindaco per il Movimento 5 Stelle “ripescato” dopo l’esclusione dalla corsa di Marika Cassimatis su volere di Beppe Grillo, ha deciso di uscire allo scoperto con un post in cui, dopo avere ringraziato «tutti per il sostegno e la fiducia», ha svelato i punti salienti della sua campagna per la conquista della poltrone di primo cittadino.

«Genova non ha più tempo, e noi siamo pronti - ha scritto il direttore d’orchestra - Siamo pronti a strapparla dalle mani di un sistema di potere che la amministra da oltre quarant’anni facendo sempre i propri interessi e mai quelli della collettività. Siamo pronti a lottare contro tutto e tutti “in direzione ostinata e contraria” per il bene della nostra città, a subire attacchi, sapendo che ascolto, impegno e lavoro sul territorio saranno le uniche nostre risposte. Noi parliamo solo di temi».

E a proposito di temi, tra i principali affrontati nei suoi 12 punti ci sono la lotta alla mafie, all’abusivismo e alle slot, al disastro idrogeologico e all’immigrazione clandestina, insieme con la promozione del turismo e delle nuove tecnologie, la difesa dell’occupazione e la riqualificazione di periferie e centro storico: citando Francesco Petrarca, e i celebri versi dedicati alla Superba, Pirondini ha sottolineato che «siamo pronti ad amministrare Genova con una logica moderna e meritocratica anziché “poltronistica” e “partitocratica”», dando poi appuntamento alla cittadinanza per una serie di incontri pubblici «per discutere insieme, approfondire e scrivere il programma».

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Una dichiarazione che conferma la volontà del Movimento 5 Stelle di portare avanti la candidatura del direttore d’orchestra, mentre l’ormai ex rivale, Marika Cassimatis, sempre via Facebook risponde ai detrattori (e ad Alice Salvatore, che aveva definito la sua lista «non idonea»), scrivendo i suoi “punti”: «1) fedina penale linda e pulita, 2) militanza con altri partiti? Non pervenuta. 3) precedenti candidature in liste concorrenti al M5s? Non pervenute 4) anni di attivismo sul territorio? Pervenuti. 5) lavoratori e lavoratrici economicamente indipendenti? Pervenuti - ha concluso - ma allora? Di che stiamo parlando?».

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