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Elezioni comunali 2017

M5s, Grillo su Cassimatis: «Il contenzioso finisce qui»

Il leader del Movimento 5 Stelle interviene sulla polemica con la candidata sindaco "scomunicata" spiegando che «le considerazioni fatte non riguardavano direttamente la signora Cassimatis». Che replica: «Parole inadeguate»

«Il contenzioso giudiziario con Marika Cassimatis finisce qui»: con un post comparso sul suo blog domenica 30 aprile, Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, ha deciso di mettere un punto alla vicenda che ha visto al centro della polemica Marika Cassimatis e la sua esclusione dalla corsa alle elezioni comunali di Genova, comunicata proprio attraverso il blog lo scorso marzo.

Grillo ha sottolineato come la stessa Cassimatis abbia contribuito a chiudere il contenzioso con la «rinuncia alla candidatura sotto le insegne del M5s da parte dei componenti della sua lista. Per tale motivo, avendo la stessa abbandonato il contenzioso - prosegue il post - non c’è più interesse da parte del Movimento a coltivare il reclamo, che pure avevamo proposto e ritenevamo fondato». 

Il riferimento è alla decisione da parte di Marika Cassimatis di rinunciare al simbolo del Movimento e di correre per la carica di sindaco con una propria lista e un proprio simbolo (una fenice).

Grillo è quindi intervenuto anche sul famoso post con cui Cassimatis era stata “scomunicata” in favore di Luca Pirondini, lo stesso che aveva spinto la professoressa di geografia a presentare una querela: «A chiusura di questa vicenda, con riferimento al post del 14 marzo 2017, preciso che le considerazioni espresse, anche quelle relative a comportamenti contrari ai principi del Movimento 5 Stelle, riguardavano genericamente alcuni componenti della lista Cassimatis e non quest'ultima nello specifico, e che gli intenti di tali considerazioni non erano né volevano essere denigratori della sua persona». 

«Preciso, altresì - conclude Grillo - che la dichiarazioneNel MoVimento 5 Stelle non c'è più spazio per chi cerca solo poltrone“ non si riferiva alla signora Cassimatis, ma a quei fuoriusciti che non si sono dimessi dagli incarichi nelle Istituzioni per i quali erano stati eletti come rappresentanti del M5S”, come si evince chiaramente dal seguente passaggio del medesimo post: “anche dopo che si sono tenuti la poltrona senza dimettersi e hanno formato nuovi soggetti politici vicini ai partiti».

Cassimatis, dal canto suo, ha replicato al post di Grillo con un altro post condiviso sul suo profilo Facebook: «Le parole che scendono da Sant'Ilario sono inadeguate alla situazione che si è creata a partire dal post del 17 Marzo 2017. Sono il sintomo della difficoltà di relazione umana civile che caratterizza le dinamiche del M5S, soprattutto se si tratta di confronto su idee e non un'osanna ai dettami del capo. La parola "scusa" sembra infatti impronunciabile da certe labbra e ne prendiamo atto».

«Voglio precisare comunque che nessuno dei membri della lista ha mai fatto azioni contro il M5s e una ratifica in questo senso sarebbe corretta, ma credo che per stimolarla si dovrebbe passare nuovamente per i tribunali e abbiamo già dato, come si dice a Genova - ha proseguito Cassimatis - Del resto l'ordinanza del giudice Bracciolini è stata molto chiara, soprattutto in quella parte che consiglia a Beppe Grillo e allo Staff (sempre anonimo) di rispettare i principi democratici in modo che non debba intervenire la magistratura per definire la linea politca del partito. Si riconosce comunque una presa d'atto di responsabilità, ma questo può essere solo un inizio».

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