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Ipotesi dimissioni Toti ed elezioni anticipate: l'opposizione si organizza

La prima finestra disponibile per tornare al voto, in Liguria, sarebbe in autunno con le elezioni regionali in Umbria

Mentre si fa strada l'ipotesi più che concreta delle dimissioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, agli arresti domiciliari e travolto dall'inchiesta giudiziaria sulla corruzione, l'opposizione si mette al lavoro per cercare un'alternativa.

Ipotesi elezioni in autunno

Ricapitolando: una delle ultime persone che hanno parlato di dimissioni del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, dopo l'arresto e la maxi inchiesta corruzione in Liguria, è stato il ministro della Difesa Guido Crosetto. Formalmente bisogna evitare lo stallo, certo, ma il centrodestra ligure teme anche le ripercussioni alle prossime elezioni europee. Mentre è da più di una settimana ormai che a chiedere un passo indietro sono tutte le forze politiche all'opposizione.

In questo quadro, si fa largo l'ipotesi che le dimissioni possano arrivare anche prima delle europee, per andare poi alle elezioni regionali alla prossima finestra disponibile, ovvero in autunno quando si recheranno alle urne anche i cittadini dell'Umbria.

Tra i nomi, quello dell'ex ministro Andrea Orlando

E l'opposizione si organizza. Anche perché di possibili candidati se ne parla già da tempo: uno su tutti, l'ex ministro Pd Andrea Orlando, in campo da prima dell'arresto di Toti. Ma sono tutti d'accordo?

Linea Condivisa lancia un appello a tutti i progressisti: "Vogliamo promuovere tre semplici e chiari obiettivi - dicono Gianni Pastorino, capogruppo in consiglio regionale, e Rossella D'Acqui, presidente della forza politica - ovvero delineare il perimetro della coalizione, chi ci sta e chi no; indicare i temi su cui intervenire; e infine trovare e condividere le modalità di scelta di un candidato o candidata. Se non si agisce in questo modo c'è il rischio di non essere pronti ad affrontare con credibilità la prossima chiamata alle urne".

E per quanto riguarda i nomi che sono girati finora, sono "sicuramente autorevoli, credibili e di grande prestigio che però spesso sono patrimonio di elaborazione di un solo partito, a volte addirittura di una parte di un partito - è l'allarme di Pastorino e D'Acqui -. Personalità individuate senza alcun confronto sui temi strategici e senza aver condiviso il percorso con cui si sceglie il candidato".

Linea Condivisa: "Nelle prossime ore un tavolo di confronto con le forze progressiste"

Insomma, la richiesta di dimissioni a Toti non basta: "Bisogna superare nel centrosinistra questo momento e iniziare a lavorare da subito per un'alternativa credibile". Per questo, già dalle prossime ore, Linea Condivisa vuole istituire un tavolo di confronto con tutte le forze progressiste, alternative al governo di centrodestra, per lavorare uniti. 

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