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Pandolfo a Zingaretti: «Devi rimanere»

«Sono solidale e ti capisco, è più che comprensibile il tuo sfogo, ma devi rimanere e continuare il mandato con la rinnovata fiducia dell'Assemblea nazionale che è già convocata il 13 e il 14 marzo». Così il segretario provinciale del Pd, Alberto Pandolfo

A poche ore dalle dimissioni di Nicola Zingaretti da segretario del Partito democratico, non si contano le voci di coloro che gli chiedono di ripensarci. «Lo stillicidio non finisce. Mi vergogno che nel Pd, partito di cui sono segretario, da 20 giorni si parli solo di poltrone e primarie, quando in Italia sta esplodendo la terza ondata del covid, c’è il problema del lavoro, degli investimenti e la necessità di ricostruire una speranza soprattutto per le nuove generazioni, ha scritto Zingaretti in un post».

«Sono stato eletto proprio due anni fa - ricorda Zingaretti -. Abbiamo salvato il Pd e ora ce l'ho messa tutta per spingere il gruppo dirigente verso una fase nuova. Ho chiesto franchezza, collaborazione e solidarietà per fare subito un congresso politico sull’Italia, le nostre idee, la nostra visione. Dovremmo discutere di come sostenere il Governo Draghi, una sfida positiva che la buona politica deve cogliere».

«Non è bastato - prosegue il post -. Anzi, mi ha colpito invece il rilancio di attacchi anche di chi in questi due anni ha condiviso tutte le scelte fondamentali che abbiamo compiuto. Non ci si ascolta più e si fanno le caricature delle posizioni. Ma il Pd non può rimanere fermo, impantanato per mesi a causa in una guerriglia quotidiana. Questo, sì, ucciderebbe il Pd».

«Visto che il bersaglio sono io - prosegue Zingaretti -, per amore dell'Italia e del partito, non mi resta che fare l’ennesimo atto per sbloccare la situazione. Ora tutti dovranno assumersi le proprie responsabilità. Nelle prossime ore scriverò alla presidente del partito per dimettermi formalmente. L’Assemblea Nazionale farà le scelte più opportune e utili».

«Io ho fatto la mia parte - conclude -, spero che ora il Pd torni a parlare dei problemi del Paese e a impegnarsi per risolverli. A tutte e tutti, militanti, iscritti ed elettori un immenso abbraccio e grazie. Ciao a tutte e tutti, a presto. Nicola».

Da Genova la richiesta di ripensarci arriva dal segretario provinciale, Alberto Pandolfo. «Caro Nicola Zingaretti, da Segretario a Segretario sono con te - scrive Pandolfo -. Sono solidale e ti capisco, è più che comprensibile il tuo sfogo, ma devi rimanere e continuare il mandato con la rinnovata fiducia dell'Assemblea nazionale che è già convocata il 13 e il 14 marzo».

«Lì, come componente eletto, mi dichiaro fin da ora pronto ad alzare la delega - dichiara Pandolfo -, per far sì che tu possa continuare a essere il Segretario nazionale del Pd. È molto grave ciò che è accaduto in questi giorni, gli attacchi finalizzati a delegittimare il tuo ruolo da Segretario sono inaccettabili in un momento così drammatico per il Paese».

«La nostra attenzione come Partito e la nostra missione nel governo Draghi devono essere completamente concentrate sulla crisi sanitaria ed economica. Sono sicuro che in Assemblea, a respingere le tue dimissioni e a rinnovare il tuo mandato, saremo in tanti», conclude il segretario genovese.

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