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Domenica, 16 Giugno 2024
Politica

Maxi inchiesta, Genova che osa: "L'opposizione presenti mozione di sfiducia a Toti"

Le richieste dell'associazione che nelle ultime settimane ha presidiato ogni riunione del consiglio regionale consegnando le firme raccolte (oltre 20mila) e sfidando consigliere e consiglieri al confronto

Prosegue la raccolta firme lanciata dopo la maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria da 'Genova che osa' per chiedere le dimissioni del presidente regionale Giovanni Toti. Le sottoscrizioni hanno superato quota ventimila e si aggiungono alle oltre 70mila mail inviate dopo la manifestazione organizzata in piazza De Ferrari insieme ad Arci Liguria e Comunità San Benedetto al porto. Ora arriva anche un nuovo appello alle forze di opposizione.

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"È assurdo che Toti non voglia dimettersi - scrive 'Genova che osa' in una nota -. Siamo pronti a tornare davanti al consiglio regionale anche martedì prossimo. Da due settimane cittadine e cittadini continuano a scrivere ogni giorno alle persone elette in consiglio regionale chiedendo che Toti sia sfiduciato". 

"Ora l’opposizione deve agire con nettezza - dichiara Lorenzo Azzolini - presentando una mozione di sfiducia e obbligando anche chi siede nei banchi del centrodestra ad affrontare la discussione. Si sono impegnati a farlo e questo è il momento".

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Secondo 'Genova che osa': "In Liguria sono cresciute le diseguaglianze, il lavoro, quando c’è, è povero e precario mentre gli amici di Toti, ricchi imprenditori, sono diventati ancora più ricchi. Non è successo per caso o per sfortuna ma per le scelte di Toti.  Pochi imprenditori privilegiati - afferma ancora l'associazione - determinano le priorità ignorando i bisogni delle persone comuni, usano il loro denaro e le loro conoscenze per fare i propri interessi e ostacolare cambiamenti politici strutturali. Così questa corruzione fa sparire le persone normali, tagliate fuori dai processi decisionali".

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"Il sistema Toti deve finire, la Liguria può essere migliore di così - conclude Azzolini -. Vogliamo un sistema economico inclusivo, fondato su lavori gratificanti, con stipendi, carichi e tempi di lavoro giusti e organizzato in modo da generare ricchezza distribuita per tutte le persone. Le dimissioni di Toti non bastano ma sono il primo passo".

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Nelle ultime settimane 'Genova che osa' ha presidiato ogni riunione del consiglio regionale consegnando le firme raccolte e sfidando consigliere e consiglieri al confronto.

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