rotate-mobile
Martedì, 18 Giugno 2024
Politica

Inchiesta e nuova diga. Scontro tra Movimento 5 Stelle e centrodestra

Secondo il pentastellato Tosi è "politicamente inopportuno che la giunta acceda a un mutuo milionario" mentre la maggioranza replica: "Accuse mediatiche infondate, i lavori non si possono fermare"

Botta e risposta sui lavori per la nuova diga foranea tra il Movimento 5 Stelle e la maggioranza di centrodestra in Regione dopo la maxi inchiesta sulla corruzione in Liguria. 

Tosi (M5S): "Politicamente inopportuno un mutuo milionario"

Il capogruppo regionale pentastellato Fabio Tosi attacca la giunta: "Il provvedimento con cui vuole far passare lo stanziamento di 57 milioni di euro a favore dell’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ligure Occidentale per il completamente del secondo lotto dei lavori è inopportuno per molteplici ragioni. E non solo alla luce delle gravissime vicende giudiziarie che si sono susseguite nella nostra regione dallo scorso 7 maggio".

"Oltre a essere politicamente scorretto che questa giunta porti in votazione una richiesta di mutuo pari a 57 milioni di euro - prosegue -, i cui interessi stratosferici, calcolati in circa 3-4 milioni all’anno per i prossimi 30 anni, ricadranno sulle spalle dei contribuenti liguri, riteniamo che quella somma serva per far fronte all’impennata dei costi per la realizzazione della diga, sui quali l’Anac aveva peraltro da tempo acceso un faro".

Secondo il capogruppo Tosi: "Il progetto della nuova Diga deve andare avanti perché fondamentale per lo sviluppo portuale di Genova e del sistema Liguria nel suo complesso. Tuttavia, il fine non sempre giustifica il mezzo, soprattutto se si impegnano soldi dei cittadini senza che questi siano correttamente informati in merito all’operazione sbandierata dal centrodestra, che ancora una volta non ha detto come stanno veramente le cose. Come M5S ci siamo interrogati chiedendo conto dell’operazione alla direzione finanza, bilancio e controlli: con un mutuo trentennale al tasso di interesse massimo autorizzato pari a 5,50%, i conti son presto fatti".

E poi la conclusione: "La Diga, come molte altre opere liguri, oggi vengono rallentate se non addirittura bloccate a causa di una politica regionale avventata che ha scientemente scelto la strada dei privilegi, favorendo pochi soggetti privati a scapito dell’interesse pubblico. Per questi motivi, come Gruppo M5S Liguria, domani nella seduta di I Commissione, presenteremo un emendamento abrogativo all’articolo voluto dalla Giunta".

Il centrodestra in Regione: "La diga non si può fermare"

A stretto giro di posta è arrivata la replica dei capigruppo di maggioranza Stefano Mai (Lega), Stefano Balleari (Fratelli d'Italia), Claudio Muzio (Forza Italia), Mabel Riolfo (Misto) e Alessandro Bozzano (Lista Toti). 

"Sinceramente non sappiamo a quale M5S rispondere - affermano -. Il consigliere Tosi dice di voler bloccare il finanziamento da 57 milioni e subito dopo afferma che i lavori devono andare avanti perché fondamentali per il porto. Concordiamo appieno con questa seconda affermazione, ma allora chiediamo al consigliere pentastellato con quali mezzi intenda dare forza ai cantieri. Con una bella analisi dei costi-benefici di quelle che hanno ingessato per decenni la Liguria sulla Gronda e su altre opere strategiche? Tra le motivazioni addotte da Tosi per stralciare l'approvazione dei 57 milioni a sostegno della Diga da parte di Regione Liguria spunta, buttato un po' a caso, un riferimento all'inchiesta, si insinua il sospetto di un'operazione fatta a vantaggio di pochi privati a scapito dell'interesse pubblico".

"È l'ora di finirla - proseguono gli esponenti della maggioranza in Regione - con la bassa propaganda costruita su accuse mediatiche infondate. Della nuova diga del porto di Genova si parla dai primi anni Duemila, l'esigenza di aggiornare la struttura realizzata nel 1876 deriva dal gigantismo navale cui il porto di Genova si deve adeguare per non essere tagliato fuori dai traffici mondiali. Non è certo un capriccio nato con l'avvento di Toti, magari allo scopo di compiacere un singolo operatore come si vuole insinuare. L'unica differenza rispetto al passato è che, con il centrodestra e soprattutto grazie al centrodestra, in Liguria le grandi opere strategiche non sono più solo inutilmente dibattute, ma hanno preso corpo, hanno aperto i cantieri. La Diga - concludono - è la principale opera finanziata dal Pnrr, deve anche rispettare tempi precisi. Perdere questo treno, lasciarla a metà, o anche solo rallentarne la costruzione è, questo sì, il peggior danno, anche erariale, che si possa fare all'interesse pubblico dell'Italia, della Liguria, di Genova. Ecco perché l'unica cosa che condividiamo delle esternazioni di Tosi è la parte in cui dice che la Diga non si può fermare".

Continua a leggere le notizie di GenovaToday, segui la nostra pagina Facebook e iscriviti al nostro canale WhatsApp

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Inchiesta e nuova diga. Scontro tra Movimento 5 Stelle e centrodestra

GenovaToday è in caricamento