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Depositi chimici: consiglio comunale a porte chiuse, è polemica

Il presidente del Centro Ovest Colnaghi: "Registriamo una volta in più la consuetudine di questa amministrazione a non dialogare con il territorio e con le istituzioni municipali"

Martedì 18 gennaio 2022, dopo le richieste dei gruppi consiliari di minoranza, si terrà una seduta straordinaria del consiglio comunale di Genova, sul tema del progetto di spostamento dei depositi chimici da Multedo alla zona portuale su ponte Somalia, si sono già accese le polemiche perché la seduta sarà molto probabilmente a porte chiuse. Il presidente del consiglio comunale Federico Bertorello ha spiegato che la scelta di chiudere nuovamente l'aula (che era stata riaperta al pubblico lo scorso mese di novembre) è dettata da ragioni sanitarie a causa dell'emergenza covid e ha respinto al mittente le polemiche, definite "strumentali". 

Michele Colnaghi, presidente del Municipio Centro Ovest, commenta a Genova Today: "Registriamo una volta in più la consuetudine di questa amministrazione a non dialogare con il territorio e con le istituzioni municipali, questo consiglio si sarebbe potuto tenere con capienza ridotta come succede a qualsiasi altro evento. Ancora una volta non potremo guardare negli occhi quei politici che vengono a chiedere voti in campagna elettorale a San Pier d'Arena mentre durante il mandato obbediscono agli ordini di partito, affossando il nostro territorio. Suggerisco di convocare una commissione futura in cui illustrare l'idea che hanno della pianificazione portuale dando a tutti la possibilità di essere auditi da remoto in totale sicurezza. Attendiamo termini l'emergenza per capire quale altra scusa troveranno per non coinvolgerci nelle scelte riguardanti la nostra salute".

"Sarà la prima occasione di dibattito su una scelta assunta dal sindaco-commissario in completa solitudine - attacca invece il Partito Democratico -, senza mai coinvolgere né informare il consiglio comunale né i consigli di Municipio interessati. La maggioranza di centrodestra ha deciso che per ragioni sanitarie dalla settimana prossima il pubblico non potrà più assistere alle sedute. Porte chiuse per i cittadini, che con green pass rafforzato e mascherine Ffp2 possono comunque andare a teatro, al cinema, nelle palestre e nei palazzetti dello sport, ma non potranno assistere ai lavori del consiglio comunale".

"Chiediamo al sindaco - conclude il Pd - di spiegare pubblicamente se esistono ragioni per rafforzare nella nostra città le vigenti misure nazionali anti contagio, e nel caso di assumere i provvedimenti adeguati per regolamentare l’accesso del pubblico in ogni altro luogo al chiuso. Siamo certi che non avremo risposte, perché la pandemia non c’entra. C’entra il timore del dissenso dei cittadini di Sampierdarena. C’entra l’arroganza di chi pretende di assumere decisioni in solitudine senza confrontarsi con chi ne subisce le conseguenze. Può rinchiudersi nel fortino, ma il centrodestra non si salverà dal legittimo dissenso per una scelta sbagliata per la città e per il porto". 

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